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Assalto leghista al decreto Green pass, verso la battaglia in Aula con quasi mille emendamenti

«Abbiamo presentato tanti emendamenti quanti il M5s ne ha presentati sulla riforma della Giustizia», dicono fonti leghiste per giustificare l’enorme mole di richieste di modifica

Una grossa mole di proposte di modifica è stata presentata in commissione Affari sociali alla Camera al decreto che introduce l’obbligo di Green pass per accedere in sicurezza a ristoranti, eventi, cinema, teatri, convegni e congressi, la cui entrata in vigore è fissata al 6 agosto. Complessivamente si tratta di 1.300 emendamenti. Di questi, 916 arrivano solo dalla Lega che resta profondamente critica sulla misura imposta dal governo Draghi contro il Coronavirus, come del resto testimoniano le piazze da nord a sud Italia viste nei giorni scorsi in occasione delle manifestazioni contro il certificato verde, dove diversi esponenti leghisti si sono lanciati in un comizio no Green pass. Fonti leghiste in queste ore stanno provando a giustificarsi con chi fa loro notare l’enorme mole di richieste di modifica del decreto prossimo all’entrata in vigore. «Abbiamo presentato tanti emendamenti quanti il M5s ne ha presentati sulla riforma della Giustizia», è il parallelo usato per legittimarsi.


Intanto il tempo stringe, venerdì è dietro l’angolo. L’ultimo momento utile per valutare gli oltre mille emendamenti potrebbe essere la riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi giovedì alle 14. Anche se al momento non risulta ancora convocata, così come peraltro la cabina di regia governativa per discutere le misure di contrasto al Covid. Ad ogni modo anche dalle altre forze di governo è arrivato qualche emendamento. Dal M5s ne sono stati presentati una quarantina, e dal Pd 37 in tutto. Forza Italia è, come noto, assolutamente d’accordo con la misura che ritiene essere uno “strumento fondamentale per impedire il lockdown“, come ha sottolineato nelle ultime ore il coordinatore nazionale Antonio Tajani.


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