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Verso il Green Pass obbligatorio per navi, treni e aerei: chi può controllarlo?

Il governo Draghi vuole varare un nuovo decreto questa settimana per i trasporti pubblici a largo raggio. Sul tavolo il nodo scuola. Ma c’è il problema dei controlli nei bar e nei ristoranti

Il governo Draghi vuole varare un nuovo decreto che estenda il Green Pass obbligatorio per navi, traghetti, treni e aerei tra domani e giovedì 5 agosto. Ma intanto c’è un nodo da sciogliere per la Certificazione Verde Covid-19 che da venerdì 6 sarà necessaria per accedere a bar e ristoranti al chiuso, palestre e piscine al chiuso, centri termali, musei, cinema, spettacoli dal vivo, fiere e congressi: chi può controllarlo? Il decreto Covid del 22 luglio affida la responsabilità ai gestori degli esercizi e permette di utilizzare l’app Verifica C19 per scansionare il codice QR presente sui pass. Ma al momento non è possibile verificarlo digitalmente e va quindi per forza stampato.


Il primo dilemma che investe il governo è quando far entrare in vigore il Green pass obbligatorio per navi, treni e aerei. La Repubblica scrive oggi che sembra escluso che le nuove regole per i trasporti entrino in vigore in agosto per non bloccare chi ha prenotato le vacanze. Ma il governo potrebbe fissare la data da settembre: si parla del 15. Altrimenti le nuove regole potrebbero slittare al primo ottobre. Iniziando dalle lunghe tratte. Ovvero dai treni ad Alta Velocità e dagli aerei dove non è operativo. La Certificazione Verde potrebbe essere estesa anche a metropolitane e treni regionali a partire da ottobre. E intanto sul tavolo c’è anche il nodo scuola. L’opzione di consentire la didattica in presenza soltanto a chi, tra insegnanti e alunni, è vaccinato, è una di quelle sul tavolo.


Ma sul punto c’è da registrare l’ostilità di larghe fette della maggioranza che sostiene l’esecutivo. In primis della Lega. Che ha ribadito con Matteo Salvini il suo no all’obbligatorietà per i professori e i maestri. E trova una sponda inaspettata nel MoVimento 5 Stelle. Mentre il Partito Democratico e Forza Italia sono a favore. Mario Draghi sembra orientato a valutare la possibilità di un obbligo progressivo per il personale scolastico, che preveda prima la moral suasion e poi l’obbligo, con il rischio di essere allontanati prima dalle lezioni in presenza e poi addirittura dall’insegnamento. C’è poi il problema, sollevato tra gli altri da Raffaele Guariniello, dell’obbligo di Green Pass per i lavoratori. Nei settori che dovranno richiederlo da venerdì c’è già un paradosso.

Chi può controllare il Green Pass?

Ovvero che i clienti avranno l’obbligo mentre esercenti e dipendenti no. Per questo, spiega ancora il quotidiano, è assai probabile che già con questo decreto si fissi l’obbligo per i lavoratori dei settori in cui è già previsto dal 6 agosto per i clienti: ristoranti, bar, cinema, teatri, musei, palestre, piscine, stadi, fiere e altri eventi pubblici. Resta da capire se anche per i dipendenti l’obbligo scatterà il 6 agosto, o a fine mese. Un altro problema è invece quello del pass dei lavoratori impiegati nelle aziende. Il governo vuole procedere con cautela. Anche se tra i sindacati si registrano aperture sul tema. Rimane sul tavolo anche il tema dei controlli. Quando si esibisce il Green Pass, infatti, bisogna accompagnarlo con il controllo di un documento d’identità.

E questo, spiega oggi La Stampa, per un motivo ovvio: chiunque potrebbe spacciare una Certificazione Verde Covid-19 altrui come propria. Ma il doppio controllo potrebbe creare a sua volta una serie di problematiche. «I gestori dei bar e dei ristoranti non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri – ripetono da giorni quelli della Fipe Confcommercio –. È impensabile che, con l’attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a fare i controlli incrociati con i documenti di identità. Così facendo c’è il rischio di rendere inef#ficace la norma». Se poi è facile controllare all’ingresso in musei e cinema, di sicuro è più complicato farlo in bar e ristoranti. Dove l’entrata non è di norma controllata.

Green Pass e obbligo: le multe

L’agenzia di stampa Ansa scrive che mercoledì prossimo sarà presentato il Piano Scuola alle Regioni e nello stesso giorno potrebbe essere quindi prevista l’apposita cabina di regia e un Cdm che riguarderà, oltre all’esame del documento del ministero dell’Istruzione, anche altri provvedimenti sul Green pass, come l’introduzione – ma non c’è ancora certezza sulla data dell’entrata in vigore della misura – dell’obbligo del certificato verde anche per i trasporti a lunga percorrenza. Non sarà quindi per ora necessario per il trasporto pubblico locale, ma alle Regioni è stato chiesto un piano dettagliato sul potenziamento dei mezzi pubblici: l’intenzione è di aumentare il numero delle corse, visto che l’80% della capienza non è sufficiente a garantire distanziamento su metro e autobus.

Ancora La Stampa ricorda che le forze dell’ordine dovranno eseguire controlli a campione nei locali, per scoprire eventuali irregolarità: per i trasgressori le multe vanno dai 400 ai 1.000 euro, sia per il cliente che per l’esercente. In caso di violazione reiterata per tre volte, l’esercizio può essere chiuso fino a 10 giorni. Anche per l’immunologo e membro del Comitato Tecnico Scientifico Sergio Abrignani ci sono ancora problemi da risolvere: «Leggo che il Green Pass verrà esteso ai trasporti a lungo raggio, ma francamente non vedo come sia possibile controllare chi sale sugli autobus in città. È un rischio che si somma a quello delle scuole. Quello che ci può salvare sono veramente i vaccini».

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