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La mononucleosi, il legame con Tamberi, l’impresa di Tokyo: dietro la rinascita del recordman Paltrinieri

Il riscatto e le parole del nuotatore emiliano, capace di andare a podio sia in vasca sia nelle acqua aperte. Una impresa mai riuscita prima

Con la medaglia di bronzo nei 10 km di nuoto di fondo Gregorio Paltrinieri diventa l’unico atleta italiano a conquistare due podi ai Giochi di Tokyo 2020. L’altro era arrivato negli 800 stile libero, un argento che aveva i riflessi dell’oro dopo mesi di difficoltà legate alla mononucleosi. Con queste due medaglie Paltrinieri riscrive la storia del nuoto, diventando il primo atleta ad andare a podio ai Giochi sia in vasca sia in acque aperte. Quella del 26enne di Carpi è una storia di riscatto personale oltre che di successi sportivi, specie dopo le difficoltà di salute legate alla mononucleosi.


I problemi di salute

La mononucleosi è una malattia che si può trasmettere in vasca attraverso la salive. Il virus ha un grande impatto su chi lo contrae, impedendo di avere una vita normale per i sintomi irriconoscibili all’inizio rispetto a una faringite e soprattutto per gli strascichi provocati dall’astenia, che si protrae per mesi. «È una medaglia che vale tanto, una delle mie più sofferte, credo sia il giusto riconoscimento dopo due mesi di inferno, in cui sono sempre stato male in acqua», ha detto Paltrinieri, galvanizzato dall’amico Gianmarco Tamberi dopo la vittoria dell’oro nel salto in alto. «È la persona a cui voglio più bene qui, avremo parlato due ore in camera sua, c’è solo da imparare da lui», ha detto del saltatore il nuotatore emiliano.


Una carriera iridata

Eppure Paltrinieri alle vittorie ci era abituato. A Rio 2016 vinse l’oro nei 1.500 stile libero. Da quel momento la decisione di mettersi alla prova e cercare di lasciare il segno anche nelle acque libere, un’impresa mai riuscita a nessuno nei Giochi. Coniugare la vasca all’acqua libera significa avere, oltre a una importante capacità di adattamento alle sfide, un talento importante. Se poi si considerano le alte temperature, come i 30 gradi dell’acqua del parco marino di Odaiba, è comprensibile il grado di difficoltà dell’impresa riuscita al nuotatore. «Ora sono davvero felice, credo proprio di meritarmelo. Non posso cambiare quello che è successo», ha detto Paltrinieri, «ma sono contento di aver combattuto fino all’ultimo, nella mia testa mi porterò questo. Volevo vincere tre ori, è cambiato lo stato di forma, non sono cambiato io». Poi promette di cambiare colore alle medaglie: «Esco motivatissimo. Ci riproverò».

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