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Ius soli sportivo, Lamorgese sul tema rilanciato da Malagò: «Parlarne è giusto, spero si arrivi a una sintesi politica»

La ministra dell’Interno ha parlato in un’intervista con il direttore de La Stampa: «La questione non va ricordata solo quando gli atleti vincono le medaglie»

Una questione politica. Commenta così il tema dello Ius soli sportivo la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. «È un tema che si pone e di cui dobbiamo ricordarci non solo quando i nostri atleti vincono delle medaglie», ha detto intervistata dal direttore del quotidiano La Stampa Massimo Giannini, con chiaro riferimento ai successi degli atleti azzurri naturalizzati o che hanno ottenuto la cittadinanza italiana soltanto dopo lunghi periodi. La questione era tornata al centro dopo che lo stesso presidente del Coni Giovanni Malagò aveva auspicato per una accelerazione dell’approvazione dello Ius soli sportivo che ha già fatto discutere parte della politica. «Non riconoscere lo Ius soli sportivo è folle», aveva detto subito dopo il trionfo di Marcell Jacobs nei 100m alle Olimpiadi di Tokyo. Attualmente in Italia i minori stranieri regolarmente residenti in Italia possono essere tesserati presso le federazioni sportive a partire dai 10 anni, ma non possono essere convocati per le selezioni nazionali fino al compimento del 18esimo anno di età. Secondo la ministra, «è la politica che dovrà fare i suoi riscontri», sperando «che si arrivi a una sintesi politica. Le seconde generazioni», ha quindi concluso, «vanno fatte sentire parte integrante della società».


«Se Salvini ha suggerimenti li raccolgo»

Durante il colloquio col giornalista, in cui ha affrontato diversi temi d’attualità, Lamorgese ha parlato anche del quadro dei flussi di immigrazione verso e per l’Italia, mandando un messaggio anche al segretario della Lega Matteo Salvini. «Evidentemente non ha ben chiare quelle che sono le difficoltà che stiamo vivendo quotidianamente», ha detto la ministra, «ma se ci sono iniziative che non abbiamo adottato e lui ci può suggerire per bloccare gli arrivi via mare io li raccolgo volentieri». Per Lamorgese, «il problema dell’immigrazione rimane complesso e richiede anche interventi a livello europeo»: «Non si tratta di una invasione, non servono blocchi navali, quelli sono atti di guerra». Durante la giornata è poi arrivata la replica del leader del Carroccio dopo le parole di Lamorgese. «Invece di vaneggiare di Ius Soli, visto che con la legge vigente siamo il Paese europeo che negli ultimi anni ha concesso più cittadinanze in assoluto, il ministro dell’Interno dovrebbe controllare chi entra illegalmente in Italia», ha detto Salvini.


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