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Diceva che i vaccini contenevano microchip e feti, ora il cardinale Burke è in terapia intensiva per Covid-19

Raymond Burke era contrario all’obbligo vaccinale e diceva che non era moralmente giustificato sviluppare i vaccini con i feti abortiti

Il cardinale statunitense Raymond Burke è attaccato a un ventilatore dopo essere risultato positivo al Coronavirus ed aver contratto Covid-19. A scriverlo è l’account Twitter del religioso, che a maggio 2020 in un incontro aveva espresso scetticismo su vaccini ed obbligo vaccinale: «Deve essere chiaro che la stessa vaccinazione non può essere imposta, in modo totalitario, ai cittadini», affermava Burke, che sosteneva anche che «una sorta di microchip che deve essere posto sotto la pelle di ogni persona, in modo che in qualsiasi momento possa essere controllata dallo Stato in merito alla salute e ad altre questioni che possiamo solo immaginare».


Ad ogni modo, aggiungeva, «deve essere chiaro che non è mai moralmente giustificato sviluppare vaccini tramite l’uso di linee cellulare di feti abortiti», una posizione successivamente smentita dalla congregazione per la Dottrina della fede. Fondatore del Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a La Crosse e arcivescovo emerito di St. Louis oltre che Prefetto della Segnatura Apostolica, Burke risiede attualmente a Roma. Nel 2016 aveva affermato che la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane era un trionfo per i pro-vita. Successivamente si era dimesso dall’istituto Dignitatis Humanae, di cui era presidente onorario, prendendo le distanze da Steve Bannon. L’11 agosto scorso aveva annunciato sempre su Twitter la sua positività: «Sia lodato il Signore, è mio desiderio informarvi che di recente sono risultato positivo al Covid-19. Grazie a Dio sto riposando e sto ricevendo cure mediche eccellenti, Vi prego di pregare per me mentre inizio a riprendermi».


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