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Afghanistan, Draghi: «Garantiremo accoglienza e sicurezza. Chi si è esposto in questi anni non sarà dimenticato»

Il premier ha ricordato le 54 vittime e i 700 feriti italiani in missione: «Il sacrificio non è stato vano: per me, per tutti gli italiani – e lo dico alle loro famiglie – loro sono eroi». E assicura: «L’Europa sarà all’altezza»

«Siamo tutti consapevoli che la cooperazione è assolutamente necessaria per affrontare due obiettivi: l’accoglienza e la sicurezza. L’accoglienza nei confronti di tutti coloro che ci hanno aiutato in questi anni in Afghanistan e delle loro famiglie. Ma anche l’accoglienza di tutti coloro che si sono esposti in questi anni per la difesa delle libertà fondamentali, dei diritti civili, dei diritti delle donne. Quanto alla sicurezza, l’obiettivo è quello di prevenire infiltrazioni terroristiche». Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, in un’intervista esclusiva al Tg1 rompe gli indugi e scaccia le accuse di esser rimasto troppo a lungo in silenzio, delineando gli obiettivi da perseguire a livello italiano, europeo e internazionale a seguito dell’aggravarsi della situazione umanitaria in Afghanistan, dopo la caduta di Kabul in mano ai talebani.


«Il futuro per l’Italia è fatto di difesa dei diritti fondamentali»

Il premier ha spiegato che «il futuro per l’Italia è fatto di difesa dei diritti fondamentali, di difesa dei diritti delle donne, di protezione di tutti coloro che si sono esposti in questi anni nella difesa di questi diritti in Afghanistan». Questa via, a detta del presidente, «deve essere perseguita in tutti i contesti possibili a livello mondiale». E «in quest’opera – osserva Draghi – entreranno Stati come la Cina, la Russia, l’Arabia Saudita, la Turchia. Tutti questi Paesi sono membri del G20: quindi il G20 offre naturalmente una sede dove poter avviare questa collaborazione».


«Peraltro, – ricorda Draghi – dal 26 agosto, a Santa Margherita Ligure, è prevista la prima Conferenza G20 dedicata all’empowerment femminile». E l’Italia, in quest’anno in cui ricopre il ruolo di presidenza del G20, «è pienamente impegnata nel predisporre e nel costruire una sede appropriata per questa collaborazione». Il presidente Draghi, inoltre, si è detto certo che «l’Europa sarà all’altezza di queste sfide».

L’asse Draghi – Merkel nella gestione della crisi umanitaria afghana

E proprio in questo contesto si inserisce il colloquio telefonico avuto in mattinata con la Cancelliera tedesca Angela Merkel: «Abbiamo parlato delle operazioni di evacuazione dell’aeroporto di Kabul e abbiamo iniziato a tratteggiare quelle che saranno le linee fondamentali della collaborazione a livello europeo», rafforzando l’asse italo-tedesco. Un impegno europeo che si profila «complesso», data la divergenza di vedute tra i diversi Paesi dell’Unione, e che dunque «richiederà una cooperazione stretta tra tutti gli Stati, soprattutto europei».

Il ruolo della comunità internazionale

Riferendosi al ruolo della comunità internazionale in questa situazione, il presidente Draghi ha invitato tutti «a riflettere sull’esperienza avvenuta». «Ricordiamoci che la guerra in Afghanistan è la prima risposta degli Stati Uniti all’attentato alle Torri Gemelle – ha osservato il premier – quindi il bilancio che noi traiamo non è un bilancio solo sulla guerra in Afghanistan, ma è un bilancio su questi ultimi vent’anni e sul ruolo che tutto l’Occidente ha avuto in tutto il mondo arabo». Ma bisogna guardare avanti, «garantendo la difesa dei diritti fondamentali e la protezione di quanti si sono spesi per la difesa di questi diritti in Afghanistan». Dichiarazioni in piena sintonia con quanto riferito dal ministro dal ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio durante il vertice straordinario del Consiglio Affari esteri dell’Unione Europea.

Le operazioni di rimpatrio degli italiani e dei collaboratori afghani

Nel frattempo, «continua l’opera di rimpatrio dei diplomatici, dei militari, dei collaboratori afghani». E il premier puntualizza: «La gran parte della rappresentanza diplomatica è arrivata a Roma il 16 agosto. Sul campo ci sono ancora delle squadre militari e dei diplomatici, molto pochi, che dovranno aiutare l’evacuazione dei nostri altri concittadini, dei collaboratori afghani e delle loro loro famiglie, quando le condizioni lo permetteranno». Il premier ha dunque ringraziato quanti rimasti ancora in Afghanistan «per il coraggio e la dedizione con cui svolgono il loro compito».

Il messaggio alle famiglie dei caduti e dei feriti italiani: «Il loro sacrificio non è stato vano»

Nel corso dell’intervista il presidente Draghi ha ringraziato «tutti i militari, i diplomatici e i cooperanti impegnati in Afghanistan che nel corso degli ultimi vent’anni sono stati nel Paese», ricordando i 54 caduti e i 700 feriti italiani. Rivolgendosi alle loro famiglie, il premier ha rassicurato: «Il loro sacrificio non è stato vano: hanno difeso i valori per cui erano stati inviati, hanno difeso le libertà fondamentali, hanno difeso i diritti delle donne, hanno fatto operazioni per prevenire il terrorismo. Hanno fatto del bene attraverso le migliaia di opere umanitarie e che, sono certo, lasceranno una traccia profonda nella società afghana – ha sottolineato il presidente -. Per me e per tutti gli italiani, e lo dico alle loro famiglie con affetto sincero, loro sono eroi».

Foto in copertina: ANSA/FILIPPO ATTILI
Video: Twitter / Palazzo Chigi

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