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Rave a Viterbo, la denuncia dei cittadini di un paese vicino: «Otto partecipanti nudi in un supermercato»

Il comune di Manciano è a una trentina di minuti da Valentano, il luogo del viterbese dove meno di 24 ore fa si è completato lo sgombero del raduno abusivo durato cinque giorni

La denuncia arriva dall’assessore al turismo di Manciano, (Grosseto), Valeria Bruni: nei giorni del rave di Valentano 8 partecipanti tra donne e uomini si sono allontanati dal raduno abusivo per andare a fare compere completamente nudi in un supermercato del comune toscano. A una trentina di minuti di distanza dal campo allestito per il rave, in queste ore Manciano è tra i comuni in cui gli sfollati si stanno rifugiando dopo lo sgombero terminato ieri. «Il danno più grande che abbiamo avuto in questi giorni è quello di immagine verso i turisti e nei confronti dei cittadini», ha detto Bruni, «ci sono state segnalate otto persone nude in un supermercato, la gente è molto arrabbiata». Al centro delle proteste degli abitanti la disparità di trattamento tra i partecipanti al rave «che hanno fatto ciò che volevano» e i cittadini normali «che invece devono rispettare le regole».


Ora il timore dei contagi

A meno di 24 ore dalla conclusione dello sgombero, la preoccupazione ora è anche per i possibili contagi da Covid-19. «Al rave non c’erano controlli, i partecipanti si sono mossi anche in strutture commerciali del nostro territorio» continua l’assessora, «e ora è ancora più difficile procedere a un tracciamento, visto che non è stata presa alcuna generalità». Dopo lo sgombero molti dei raver sono sfollati proprio nel comune toscano, destando non poca preoccupazione tra gli abitanti. Altri si sono accampati alle Cascatelle di Saturnia, mentre altri ancora sul fiume Fiora.


D’Amato: «Discoteche aperte no e rave da 10mila persone sì?»

A parlare del rischio di una diffusione maggiore del virus è anche l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato. «C’erano migliaia di persone senza controlli, dobbiamo aspettarci una maggiore diffusione del virus» ha detto, informando sulla disposizione data di poche ore fa riguardo a un tracciamento con tamponi da fare in tutti i comuni interessati. «Non si capisce come sia possibile che da un lato si impedisca la regolare attività di tutte le discoteche e poi si consentano 5 giorni di assembramento così grave», ha continuato D’Amato. «Un fatto grave e anomalo, che soprattutto in periodo di pandemia andava assolutamente evitato».

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