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«Gli Usa sapevano dell’attacco, ma hanno ritardato la chiusura dell’Abbey Gate»: le rivelazioni di Politico sull’attentato di Kabul

30 Agosto 2021 - 17:10 Redazione
epa09436390 Taliban stands guard near a vehicle which was used to fire rockets at the Hamid Karzai International Airport in Kabul, Afghanistan, 30 August 2021. Multiple rockets fired from a car landed near the Kabul airport on 30 August. The process of withdrawing the 5,000 United States military personnel deployed to Kabul's airport for the evacuation of Americans and Afghan allies is under way in the face of "very real" threats of additional attacks such as the one two days ago that left some 200 people dead, the Pentagon said 28 August. More than 117,000 people have departed from the Kabul airport since the "massive military, diplomatic, security and humanitarian undertaking" began following the fall of the capital under Taliban's rule on 15 August.  EPA/STRINGER
La scelta sarebbe stata presa per consentire al Regno Unito di terminare l'evacuazione del proprio personale
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Gli Stati Uniti erano a conoscenza dell’imminente attacco kamikaze che, alle 18 di pomeriggio del 26 agosto, ha causato 200 vittime civili e 13 morti tra i soldati statunitensi. Secondo la testata Politico, in tre conference call classificate del Pentagono si parla del rischio concreto di un «evento con vittime di massa». I comandanti americani sul campo, allora, avevano allestito un piano per la chiusura dell’Abbey Gate, subito dopo l’ora di pranzo. Tuttavia, prosegue Politico, il Pentagono aveva deciso di ritardare la chiusura di quell’ingresso all’aeroporto di Kabul per consentire agli alleati del Regno Unito di proseguire le operazioni di evacuazione del proprio personale, di stanza al vicino Baron Hotel. Così, con gli afgani ammassati all’ingresso dello scalo, ancora aperto, nella speranza di riuscire a imbarcarsi su uno dei voli della speranza in partenza da Kabul, l’attentatore dell’Isis-K si è fatto esplodere. Intanto il portavoce del Pentagono John Kirby, alla vigilia della scadenza dell’ultimatum posto dai talebani agli Stati Uniti per lasciare il Paese – il 31 agosto -, ha parlato di «una minaccia ancora attiva» di attacchi terroristici nella capitale afgana.

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