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Il documento leghista per spegnere i No vax interni: i 5 punti di Salvini e i governatori su vaccini e Green pass

Dopo giorni di malumori interni e polemiche nella maggioranza per le posizioni ambigue tra esponenti leghisti, passa la linea dei governatori leghisti che prova a sgombrare il campo da dubbi sulle posizioni della Lega su vaccini e certificato verde

Vada per il Green pass, ma finché si può va evitato l’obbligo vaccinale se non «in via eccezionale per alcune categorie». Nella Lega è stata fissata una linea condivisa sulla strategia di contrasto alla pandemia di Coronavirus, dopo giorni di ambiguità e voci discordanti tra parlamentari, governatori e lo stesso Matteo Salvini. Ultimo caso che aveva riacceso lo scontro nella maggioranza era scoppiato in commissione Affari sociali alla Camera, dove anche con i voti leghisti era stato bocciato l’obbligo del Green pass voluto dal governo. In quell’occasione aveva partecipato ai lavori di commissione il leghista Claudio Borghi, che in passato non ha fatto mancare la sua presenza in piazza alle manifestazioni contro l’uso del certificato verde. Le indiscrezioni delle ore successive raccontavano che oltre agli alleati di maggioranza, a essere irritati c’erano anche i governatori leghisti, da sempre in prima linea nella lotta alla pandemia, soprattutto sul fronte delle vaccinazioni. Erano circolate anche voci di una telefonata dura tra Mario Draghi e Salvini, smentite dalla sponda leghista, ma che descrivevano il premier sempre più spazientito.


Tante, troppe ambiguità nel corso delle settimane che Salvini prova ora ad archiviare con un documento sottoscritto con i cinque presidenti delle Regioni a guida leghista: Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti, Attilio Fontana, Nino Spirlì, Christian Solinas, Donatella Tesei, Luca Zaia. Cinque punti, a partire dal nodo dell’obbligo vaccinale, su cui i leghisti restano contrari, se non per casi eccezionali, pur riconoscendo la necessità dei una maggiore «promozione della campagna vaccinale» attraverso gli amministratori locali. Favorevoli invece al ricorso del Green pass soprattutto per i grandi eventi, spingendo su un cavallo di battaglia della Lega come i tamponi gratuiti in particolare per i minori.


  • Promozione della campagna vaccinale, riconoscendo l’efficacia dell’impegno dei sindaci, delle Regioni, della struttura commissariale e del governo: va evidenziato che un incremento delle adesioni può essere ottenuto con informazioni corrette, salvaguardando la libertà ed evitando obblighi o costrizioni, che potrebbero servire solo in via eccezionale per alcune categorie specifiche.
  • Utilizzo del Green Pass per favorire aperture in sicurezza a partire dai grandi eventi (per esempio, concerti o eventi sportivi), ma senza complicare la vita agli italiani.
  • Tamponi gratuiti per alcune categorie, così da permettere agevolmente l’ottenimento del Green Pass (ad esempio per i minori che fanno sport o le persone che non possono vaccinarsi).
  • Possibilità di usare tamponi salivari molecolari per ottenere il Green Pass.
  • Estensione dell’utilizzo degli anticorpi monoclonali prescrivibili anche dal medico di medicina generale.

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