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Il governo dice sì agli indennizzi per i danni provocati dal vaccino Covid-19 (che però esistono già)

L’ok all’ordine del giorno della Lega per ottenere in cambio il voto sul Green Pass. Ma…

Il governo Draghi dice sì agli indennizzi per i danni da vaccino contro Covid-19. È questa, secondo La Stampa, la merce di scambio per avere l’ok della Lega all’estensione del Green Pass obbligatorio per alcune categorie di lavoratori che verrà varata la prossima settimana. Il quotidiano racconta che la soluzione all’impasse nella maggioranza che bloccava i lavori di conversione del decreto di agosto sulla Certificazione Verde Covid-19 è arrivata in serata: Palazzo Chigi ha chiesto ai ribelli leghisti di trasformare gli emendamenti in ordini del giorno (quindi non vincolanti) ai quali il governo darà parere positivo. E sul tavolo ci sono gli indennizzi per le persone che potranno dimostrare un danno fisico provocato dal vaccino anti Covid, sull’utilizzo degli anticorpi monoclonali, sulla semplificazione dei test salivari e per le maggiori tutele per le persone più fragili.


Ma c’è un problema. Come ha ricordato nei giorni scorsi Eugenia Tognotti proprio su La Stampa, e come sostengono del resto le sentenze e i costituzionalisti, già oggi lo Stato deve risarcire gli eventuali danni fisici da vaccinazione anti Covid-19. Anche se non è in vigore l’obbligo vaccinale e la legge 25 febbraio 1992 n. 210 stabilisce che «chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge». La Corte Costituzionale ha infatti spiegato che tra obbligo e “raccomandazione” – come nel caso della campagna di vaccinazione di massa per il Coronavirus – non c’è alcuna sostanziale differenza: «La ragione che fonda il diritto all’indennizzo del singolo non risiede allora nel fatto che questi si sia sottoposto a un trattamento obbligatorio: riposa, piuttosto, sul necessario adempimento, che si impone alla collettività, di un dovere di solidarietà, laddove le conseguenze negative per l’integrità psico-fisica derivino da un trattamento sanitario (obbligatorio o raccomandato che sia) effettuato nell’interesse della collettività stessa, oltre che in quello individuale».


Lorenzo Cuocolo, costituzionalista e professore ordinario di diritto pubblico comparato all’Università di Genova, ha invece spiegato che già oggi un lavoratore obbligato a esibire il Green Pass potrebbe ottenere un indennizzo se riportasse danni a causa del vaccino: «Se un insegnante si vaccina per continuare a lavorare e dovesse avere un’invalidità o una malattia permanente, può senza alcun dubbio rivolgersi allo Stato per farsi risarcire. Si dice che lo Stato attualmente obbliga a vaccinarsi senza assumersi responsabilità, ma di fatto non è vero». Tecnicamente, quindi, non è vero che oggi non siano previsti indennizzi in caso di danni alla salute dei non immunizzati. È invece vero che questo è, insieme alla storia del “vaccino sperimentale“, uno degli argomenti più usati dai No vax. E di chi li cavalca per ragioni elettorali.

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