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Il piano del governo Draghi per il Green Pass obbligatorio per 3,2 milioni di lavoratori entro ottobre

L’esecutivo prepara l’estensione della Certificazione Verde Covid-19 a lavoratori di bar, ristoranti, piscine, palestre, trasporti e pubblica amministrazione. Poi toccherà agli altri del settore privato. E presto arriverà una decisione sull’obbligo vaccinale

Il piano del governo Draghi sul Green Pass obbligatorio non cambia. E all’orizzonte si profila anche l’obbligo vaccinale. Anche se il consiglio dei ministri in programma oggi estenderà per ora l’uso della Certificazione Verde Covid-19 soltanto al personale delle mense scolastiche e agli addetti alle pulizie degli istituti. Ed è definitivamente saltata la Cabina di Regia che doveva valutare l’obbligo di lasciapassare anche per alcune categorie di lavoratori. Il rinvio della decisione è dovuto alle fibrillazioni interne alla Lega, che ha votato contro il governo ma dovrebbe oggi dire sì al decreto di agosto. Chiudendo così il contrasto che si era aperto nei giorni scorsi. Ma l’intenzione dell’esecutivo è di procedere a tappe forzate verso il Green Pass obbligatorio a partire dalla prossima settimana. Cominciando a estenderlo ai lavoratori della Pubblica Amministrazione. E poi proseguendo con l’obbligo anche per i lavoratori delle aziende private. Quelle della ristorazione e per gli addetti a contatto con il pubblico in primo luogo. E per tutti gli altri successivamente.


La deadline, spiega oggi la Repubblica, è metà ottobre. E non è una data casuale. Sarà allora che Draghi valuterà per davvero la mossa più estrema: l’obbligo vaccinale. Preferirebbe evitarlo, questo è certo. Ma sceglierà insieme a Roberto Speranza in base alle curve del contagio nelle scuole e alla copertura vaccinale. La soglia che va superata è alta, ma raggiungibile: l’immunizzazione del 90% degli over 12. Il quotidiano spiega che la tempistica più blanda elaborata nelle ultime ore dipende da alcuni fattori oggettivi che hanno consigliato prudenza all’esecutivo. In primo luogo alcune valutazioni giuridiche sulla complessità di estendere le misure all’intera galassia del lavoro. E poi, la presa d’atto di nodi ancora da sciogliere. Come per esempio l’impatto del Green Pass, ad esempio, su grandi aziende controllate come Poste. Oppure, gli effetti in alcuni specifici contesti: come comportarsi con i consiglieri comunali e i sindaci (soggetti eletti) che lavorano a contatto con i dipendenti comunali a cui verrà richiesta la carta verde?


Non c’è altra ragione, assicurano da Palazzo Chigi, dietro la scelta di Draghi di procedere in più step nell’estensione del Green pass. Oltre alle scelte politiche complesse, come quella di lasciare a carico dei lavoratori che non si vaccinano – tranne i fragili – il costo dei tamponi per entrare in azienda. Ma la decisione di procedere in più step sembra dare una mano a una Lega in difficoltà per la contrarietà al Green pass di una fronda interna e per la concorrenza esterna di Giorgia Meloni.

Il Green Pass obbligatorio dal 27 settembre o dal 4 ottobre

Secondo La Stampa la tabella di marcia del governo prevede l’estensione dell’obbligo di Certificazione Verde Covid-19 entro il 27 settembre o il 4 ottobre a tutti quei lavoratori impegnati in attività che lo richiedono all’utente o al cliente. Secondo questo piano senza tampone, vaccino o attestato di guarigione, non si lavorerà in bar, ristoranti, piscine, palestre, cinema, teatri, aerei e treni a lunga percorrenza, tanto per citare i settori più importanti. Baristi e camerieri che non rispetteranno l’obbligo non dovrebbero perdere il posto ma potranno servire soltanto i tavoli all’aperto. Invece i titolari delle attività senza certificato o che ometteranno il controllo dei propri dipendenti rischierebbero multe da 400 a 3.000 euro e la chiusura dell’attività da 1 a 5 giorni in caso di recidiva.

I conti del quotidiano dicono che tra servizi di ristorazione, trasporti, pubblica amministrazione, attività sportive e di intrattenimento il Green Pass diventerebbe così obbligatorio per altri 3,2 milioni di lavoratori. Ma potrebbero essere di più a seconda di come si sostanzierà l’obbligo di Green Pass per le imprese private. I sindacati, con la Cgil in prima linea, chiedono di introdurre per legge l’obbligo vaccinale invece che il Certficato. Anche perché nel frattempo rimane sul tavolo un problema non da poco. Ovvero i costi dei tamponi che costituiscono un’alternativa alla vaccinazioni. Le imprese non intendono accollarselo. Ma anche il governo non vuole spendere soldi per questo. E il Cts è stato chiarissimo: sarebbe come regalare un condono agli evasori fiscali.

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