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Draghi all’Onu: «Quella sul clima è emergenza come la pandemia: rispettiamo le promesse, i giovani se lo aspettano»

Il premier in videoconferenza all’evento che anticipa la 76esima Assemblea generale dell’Onu: «Italia farà la sua parte, a breve nuovi impegni economici per il clima»

Un’azione «immediata, rapida e su larga scala». È questa la linea del presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenuto in videoconferenza al Climate Moment in corso a New York. «Se non agiamo per ridurre le emissioni di gas serra non saremo in grado di contenere il cambiamento climatico al di sotto di 1,5 gradi», ha affermato il capo dell’esecutivo durante il suo intervento al summit, che si inserisce tra gli eventi della 76esima Assemblea generale dell’Onu, e arriva a margine dell’appuntamento del 1° novembre a Glasgow, dove si terrà la Cop26. Per il premier il vertice in Scozia, insieme a quello del G20 a Roma, saranno opportunità «imperdibili per rispondere alle sfide» sul clima «e dimostrare la nostra determinazione collettiva», soprattutto alle «giovani generazioni».


L’impegno per la transizione verde

Draghi ha quindi citato i giovani che si riuniranno dall 28 al 30 settembre a Milano in vista del Youth4Climate, la due giorni organizzata per discutere di politiche ambientali. «C’è una grande aspettativa sulla nostra leadership da parte delle giovani generazioni», ha affermato Draghi. «e il nostro successo verrà misurato sulla nostra capacità di rispondere alle loro istanze con azioni ambiziose». In questo percorso l’Italia «farà la sua parte», assicura il premier, che annuncia «un nuovo impegno economico per il clima nelle prossime settimane». La posizione del capo dell’esecutivo è in linea con quella degli altri leader del G20 invitati all’incontro e sposa la linea tracciata dal presidente Usa Joe Biden. Lo scorso 17 settembre, in occasione dell’EuMed 9 Summit di Atene, lo stesso Draghi aveva ribadito la necessità di «un’intesa» sulle emissioni tra i governi. Tra i punti affrontati da Draghi anche quello della «graduale eliminazione del carbone sia a livello nazionale che internazionale». Oggi, infatti, più del 25 per cento degli impianti che forniscono energia nel mondo sono alimentati a carbone. «Dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani su questo aspetto», ha proseguito Draghi. «Gli investimenti pubblici dedicati alla ricerca e sviluppo devono diventare priorità per ambiti strategici come elettrificazione, idrogeno, bioenergia, cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio, che oggi ricevono solo circa un terzo del finanziamento pubblico. La fissazione del prezzo del carbonio può essere uno degli strumenti per accelerare la transizione verde», ha concluso il presidente del Consiglio.


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