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«Draghi decide, Salvini annuisce»: i messaggi in codice su Whatsapp che raccontano la lite nella Lega

Gli scambi tra i salviniani contro l’ala governista e lo spettro della spaccatura nel partito e della scissione

L’addio di Francesca Donato alla Lega scatena i timori di scissione tra l’ala di lotta e quella di governo del Carroccio. Timori che finiscono nei messaggi Whatsapp scambiati tra l’europarlamentare e gli altri eletti e che delineano una situazione critica all’interno del partito. Dove la balcanizzazione è a un passo. Repubblica oggi racconta una serie di scambi tra alcuni dei protagonisti della svolta salviniana in cui si descrivono i dissensi con i governatori e l’ala governista che appoggia Draghi. Tutto comincia il 16 settembre, il giorno del Consiglio dei ministri sul Green Pass. Donato scrive a Marco Zanni, presidente del gruppo Identità e Democrazia nel parlamento Ue, parlando in codice: «Scusa Marco ma chi c’è per la Lega in cabina di regia?». Risposta: «GG (Giancarlo Giorgetti, ndr)». E lei: «Non perde occasione per dimostrare che MS (Salvini, ndr) non conta più nulla».


L’affermazione è quantomeno ingenerosa nei confronti del Capitano, visto che lui non può partecipare alle Cabine di Regia che sono appannaggio dei membri del governo. Zanni però risponde: «Ormai è così, decide Draghi, lui non obietta e via. Non potrà durare molto, vedrai che qualcosa succederà». Zanni ipotizza «un trauma nel governo o un trauma nella Lega. Oppure entrambi». Secondo Zanni «lo status quo non può durare e le amministrative sono un evento che inciderà. L’importante è che ci sia un evento che tiri fuori MS dal pantano. E se si tratta di una spaccatura nel partito tanto meglio». E l’eurodeputato evoca anche la scissione interna: «MS (sempre Salvini) non credo si pensioni in ogni caso e lui i voti li ha. Io sarei contento di stare in un partito salviniano anche al cinque per cento».


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