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Coronavirus, rischio di morte 14 volte più alto per gli over 80 non vaccinati – Il report dell’Iss

Secondo gli ultimi dati, anche la fascia 12-19 anni sta beneficiando degli effetti dell’immunizzazione: da inizio agosto si è osservata «una forte diminuzione» dell’incidenza

Nel bollettino esteso dell’Istituto superiore di sanità, aggiornato al 22 settembre e pubblicato oggi 25 settembre, vengono evidenziati gli effetti della campagna vaccinale sulla popolazione più anziana del Paese e su quella più giovane. Nel primo caso, ovvero considerando la fascia degli over 80, negli ultimi 30 giorni il tasso di ricovero fra i non vaccinati è stato 9 volte più alto rispetto ai vaccinati. Per quanto riguarda gli ingressi in terapia intensiva, il tasso di chi non si è fatto somministrare il farmaco anti-Coronavirus è stato 11 volte più alto. Divario che si allarga considerando i dati relativi ai decessi: il tasso della mortalità è 14 volte maggiore nella popolazione con più di 80 anni non vaccinata.


Degli effetti del vaccino stanno giovando anche i giovanissimi. L’Istituto superiore di sanità, prendendo in esame il range di età 12-19, ha rilevato che, dopo la crescita dell’incidenza di inizio luglio riscontrata in tutta la popolazione, i casi per 100mila abitanti hanno subito una «una forte diminuzione» a inizio agosto tra gli under 19. Nella popolazione con 20 anni o più, la riduzione dell’incidenza è stata meno marcata. Nella seconda metà di luglio si è osservato un aumento in percentuale dei casi nelle fasce di età più giovani, ovvero 3, 3-5, 6-11, a discapito delle fasce 12-15 e 16-19. Benché il dato non sia consolidato, nelle ultime due settimane oltre il 50% dei contagi diagnosticati nella fascia di età 0-19 anni si è osservata nei soggetti con età inferiore ai 12 anni.


I sanitari sono (ancora) i più esposti al contagio

Nel report dell’Iss, inoltre, c’è un focus fatto sui contagi tra il personale sanitario. Benché il numero dei casi fra chi lavora negli ospedali segua un trend in diminuzione dalla seconda metà di agosto, il calo dei contagi tra i lavoratori di area medica-assistenziale è più lento che nel resto della popolazione. Di fatto, mentre i casi nella popolazione sono risultati in forte diminuzione dalla seconda metà di agosto, i casi fra sanitari stanno diminuendo molto più lentamente: negli ultimi sette giorni analizzati, ad esempio, i contagi tra i sanitari sono stati 358, mentre nella settimana precedente erano stati 380. A inizio luglio, inoltre, quando c’è stato un aumento generale delle infezioni nella popolazione, tra i sanitari l’incremento è stato lievemente più alto.

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