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Carlo Freccero non si vaccina perché glielo ha detto Luc Montagnier

L’ex autore tv e consigliere di amministrazione della Rai dice che lo ha convinto a evitare l’immunizzazione. Ma l’ex premio Nobel è stato smentito a più riprese dai colleghi scienziati

Carlo Freccero, giornalista ed ex consigliere d’amministrazione della Rai, non si è vaccinato contro la Covid-19. Durante il suo intervento a In Onda, programma condotto da Concita De Gregorio e David Parenzo su La7, non solo torna a parlare del Grande reset, ma cita il nome della persona che lo ha convinto a non ricevere la vaccinazione: «Ho parlato con Montagnier, il 12 agosto a Firenze, il quale mi ha detto “Ti consiglio di non farla” e non l’ho fatta». Lo stesso Freccero, in un intervista a Panorama, afferma che il Premio Nobel sia uno dei punti di riferimento dei No Vax insieme al “guru” dell’idrossiclorochina Didier Raoult, entrambi citati e sostenuti nel sito Byoblu. A proposito di quest’ultimo, durante la trasmissione In Onda il giornalista Freccero cita una dei protagonisti della manifestazione dei No Green pass a Roma del 25 settembre, la vice questore della Polizia Nunzia Alessandra Schilirò, autrice proprio per Byoblu di Claudio Messora.


L’intervista a Panorama sui vaccini

In un’intervista rilasciata a Panorama, riportata da L’Antidiplomatico il 17 agosto 2021, Carlo Freccero contesta che i No Vax siano dipinti scientificamente ignoranti, sostenendo tutto il contrario. Secondo il giornalista, coloro che vengono chiamati No Vax si informano sulle più recenti scoperte della letteratura scientifica e che i loro riferimenti sarebbero il Premio Nobel Luc Montagnier e il Dott. Didier Raoult, definendo quest’ultimo «il maggior virologo vivente».


Freccero contrappone Luc Montagnier e Didier Raoult ai sostenitori delle vaccinazioni che descrive come «star della tv». Il riferimento ai vari Roberto Burioni, Matteo Bassetti, Ilaria Capua e Andrea Crisanti potrebbe risultare facile, viste le loro presenze televisive sulla Covid-19 e sui vaccini. Persone titolate a parlarne e in merito alla pandemia hanno pubblicato articoli e studi in riviste scientifiche come Nature, al contrario dei due citati esperti dei No Vax.

Secondo il giornalista, come riportato nell’intervista a Panorama, il vaccino – senza dire quale – «non è stato sperimentato» e che lo sarà solo se continueremo a somministrarlo fino al 2023. Una teoria infondata, siccome le tre fasi della sperimentazione dei vaccini attualmente in uso sono concluse nel 2020 ottenendo il via libera da parte della FDA e dell’EMA.

Il “guru” Didier Raoult

Si tratta del medico francese e primo sostenitore dell’utilizzo dell’idrossiclorochina come cura per la Covid-19, così come colui che convinse Donald Trump a scommettere sul farmaco. A sostegno delle sue teorie pubblicò un rapporto preliminare del suo studio sulla rivista International Journal of Antimicrobial Agents, un elaborato che venne ritenuto non soddisfacente per gli standard previsti dall’International Society of Antimicrobial Chemotherapy (ISAC) editrice della rivista. Dal 2020 ad oggi, il medico francese non è riuscito a dimostrare l’efficacia del farmaco contro la malattia.

Secondo quanto riportato in un articolo di Byoblu, Raoult sarebbe concorde con Luc Montagnier nel sostenere che lo sviluppo delle varianti del virus sia favorito dalla vaccinazione di massa. La teoria afferma che il virus riesca ad «adattarsi alla situazione esistente, compresi i vaccini, mutando in nuove varianti». Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, citando scienziati e divulgatori del settore, i virus non sono esseri viventi e lo svilupparsi delle varianti è determinato dalle possibilità del virus di replicarsi, possibilità che diminuisce in un organismo con un sistema immunitario capace di contrastare il virus grazie al vaccino.

L’anti scienza del Premio Nobel Luc Montagnier (smentito dagli scienziati)

Carlo Freccero ha incontrato Montagnier il 12 agosto a Firenze durante un evento organizzato anche dal Movimento Ippocrate, come riportato dal sito Byoblu, sostenitore dell’utilizzo dell’ivermectina e dell’idrossiclorochina contro la Covid. La presunta autorevolezza del Premio Nobel, che aveva colpito anche Gianni Rivera, lo ha convinto a non vaccinarsi. Il Premio Nobel per la medicina si è ampiamente allontanato dal mondo della scienza a seguito di tale titolo, sostenendo agli inizi l’omeopatia, per arrivare tra il 2020 e il 2021 a diffondere diverse teorie antiscientifiche e complottiste sulla Covid.

A sostegno di Montagnier si era espresso anche il sito Byoblu, accusando i fact-checker di criticarlo e di «mettersi allo stesso livello degli scienziati». Sono proprio gli scienziati a smentire le bufale di Montagnier, persino alcune sull’HIV contestate direttamente da colei che vinse con lui il Premio Nobel nel 2008: Françoise Barré-Sinoussi.

Durante una conferenza tenuta il 7 novembre 2017 contro l’estensione del numero dei vaccini pediatrici obbligatori in Francia, Luc Montagnier sostenne la teoria No Vax per eccellenza dei vaccini e l’autismo. Le sue affermazioni vennero contestate da più di 100 scienziati attraverso una lettera aperta firmata nel 2017.

Quella dei vaccini e l’autismo è una pericolosa bufala sostenuta dal medico radiato Andrew Wakefield, una truffa scientifica scoperchiata dal giornalista Brian Deer. Nel 2019 il sito Byoblu dedicò due articoli a sostegno non dell’operato del giornalista d’inchiesta, ma del medico radiato per «raccontare la sua verità» ritenuta «molto diversa – c’era da scommetterci – da quella raccontata sui media mainstream». Ad oggi le bufale scientifiche di Wakefield non trovano fondamento.

Sul nuovo Coronavirus, il Sars-Cov-2, ha diffuso diverse affermazioni del tutto infondate o con prove fasulle. Luc Montagnier è stato uno dei sostenitori del fantomatico legame tra la Covid e il 5G, così come un sostenitore della teoria che il Sars-Cov-2 fosse stato creato in laboratorio utilizzando il virus dell’HIV. Le sue fonti? Come avevamo spiegato in un articolo di Open Fact-checking del 17 aprile 2020, erano due: uno studio indiano (smentito e ritrattato) e quello pubblicato in una rivista predatoriaa firma di un suo «collega», ma che in realtà era un ex ingegnere dell’IBM.

Anche Enrico Bucci, adjunct professor presso la Temple University di Philadelphia ed esperto nel revisionare di studi scientifici, si era occupato della teoria dell’HIV e Sars-Cov-2 sostenuta da Montagnier. In un suo articolo dal titolo “Una Montagnier di fuffa”, pubblicato su Il Foglio il 20 aprile 2020, spiega che le parti del genoma del virus che avrebbero in comune l’HIV e il Sars-Cov-2 si trovano in centinaia di altre specie di virus.

Bucci si occupa anche del cosiddetto “studio” del “collega” di Montagnier, l’ex ingegnere dell’IBM, definendolo come un «incomprensibile immondizia plagiata (come si può verificare con qualunque software antiplagio), pubblicata su una rivista spazzatura».

Ricordiamo che la teoria che collega l’HIV con il Sars-Cov-2 è stata smentita scientificamente in uno studio del febbraio 2020.

Tra le bufale “esotiche” troviamo quella del succo di Papaya che, secondo Luc Montagnier, sarebbe in grado di curare il Parkinson.

A Freccero è sempre piaciuto Byoblu

Non è affatto una novità. Durante la trasmissione In Onda di sabato 25 settembre sera, Carlo Freccero cita l’intervento della vice questore di Roma. Ecco le parole riportate da Il Tempo: «Io avessi fatto il telegiornale avrei in qualche modo introdotto una pagina molto importante su questo, c’è stato un vice questore della Polizia di Stato a Roma che si chiama Nunzia Alessandra Schilirò che sul palco ha detto ‘La disobbedienza civile è un dovere sacro quando lo Stato diventa dispotico’, questa è la notizia esplosiva, formidabile, commovente. Beh vuol dire che l’Italia sta cambiando e io sono veramente felice».

Come abbiamo visto in un precedente articolo, sul sito di proprietà di Claudio Messora durante il 25 settembre sono usciti due titoli dedicati alla vice questore di Roma che, tra le altre cose, è autrice di un libro editto dallo stesso Byoblu. Freccero potrebbe essersi reso conto dell’intervento avendo letto le notizie riportate sul sito presente nella lista dei suoi preferiti.

L’apprezzamento per Byoblu da parte di Freccero non è affatto recente. Secondo quanto riportato in un’intervista del 4 aprile 2019 al Corriere della Sera, nella lista dei siti preferiti presenti nel cellulare del giornalista si trovano Il nodo gordiano, L’intellettuale dissidente, Noeuro, L’Antidiplomatico e ovviamente Byoblu.

Il 13 marzo 2019 l’account Twitter di Byoblu pubblica un intervento di Carlo Freccero, tenuto durante l’audizione Rai in Commissione Vigilanza quando era ancora consigliere d’amministrazione della Rai, dove il giornalista elogia il lavoro di Claudio Messora e dichiarando che lo avrebbe «preso» nella televisione pubblica.

Il Great Reset e il Deep State

Avevamo già parlato del Great Reset, una delle bufale complottiste sostenute dai QAnon. Un altro elemento del loro repertorio è quello dell’esistenza di un Deep State capace di comandare gli Stati Uniti indipendentemente dal Presidente in carica. Tra le fila di questo fantomatico gruppo ci sarebbero anche Hillary Clinton e Barack Obama. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 4 aprile 2019, Carlo Freccero afferma di credere all’esistenza del Deep State.

In che modo arriva a parlare di Deep State? Nell’intervista, dopo aver mostrato i propri siti internet preferiti, inizia a parlare dei cambiamenti negli Stati Uniti con Trump, del governo GialloVerde in Italia e dei Gilet gialli in Francia, sostenendo che verranno tutti stoppati dal Deep State descritte come delle «forze nascoste che si muovono nell’ombra perché nulla cambi», «Comanda il Deep State», afferma nell’intervista Freccero.

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