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Freccero-Cacciari tornano all’attacco del Super Green pass: «I limiti ai non vaccinati inaccettabili in un Paese democratico»

Le accuse arrivano dalla Commissione Dubbio e Precauzione (di cui il portavoce è Carlo Freccero). Chiedono al governo la revoca della certificazione verde anti-Covid

La Commissione Dubbio e Precauzione (Dupre), il cui portavoce è Carlo Freccero, critica duramente le ultime misure anti-Covid del governo Draghi. Dupre vede tra i promotori figure ormai note per essere contrarie al Green pass come Giorgio Agamben, Mariano Bizzarri, Massimo Cacciari (che ha preso parte di recente a un incontro di No Green pass al Leoncavallo di Milano) e Ugo Mattei. Secondo l’associazione, l’irrigidimento delle restrizioni per i non vaccinati «non ha nulla a che vedere con il contrasto all’epidemia» ma «si sostanzia in una discriminazione in violazione della Costituzione». In un documento di cinque pagine si parla di «misure inaccettabili in un sistema democratico» e si invitano i cittadini «a porre un freno alla quotidiana violazione di diritti fondamentali».


Un invito alla disubbidienza? Secondo Dupre, si sta andando incontro a uno «stato di detenzione»: «In assenza di vaccino non si può liberamente decidere, per esempio, di uscire dal Paese, o addirittura dalla propria regione, fino al paradosso di non poter lasciare le isole o un quartiere di Venezia. Ciò provoca uno stato di detenzione a tutti gli effetti e una nuova inaccettabile forma discriminatoria anche di censo: solo chi ha la capacità economica di accedere a forme private di mobilità può infatti evitare di usare il trasporto pubblico».


Cosa chiedono al governo Draghi

In un passaggio del documento ricordano i tanti – come la vicequestora Nunzia Schilirò (a fine novembre positiva al virus, ndr) – che, per aver detto di no al Green pass, hanno dovuto rinunciare in parte al loro lavoro o comunque allo stipendio: «Ancora più grave è il caso di coloro che non hanno sostegno per esserne stati privati dal governo stesso, che li ha sanzionati con la sospensione dello stipendio per avere deciso, come pur potevano, di non aderire a una trattamento sanitario non obbligatorio». Da qui la richiesta di «revocare» il Green Pass, una misura «destituita di fondamento scientifico tanto da essere stato adottato solo dall’Italia e, con alcune differenze, da pochi altri Paesi».

Poi chiedono che «si smetta il bombardamento terroristico ottenuto snocciolando giornalmente i dati sull’incidenza: la modalità della comunicazione va interamente rivista, improntandola a sobrietà e correttezza». Infine invitano il governo a destinare «altre risorse alla sanità, magari risparmiando sui tamponi, per rafforzare la rete delle terapie intensive e dei reparti ospedalieri» e a valutare «con più attenzione gli obblighi da imporre ai minori, la cui salute va tutelata anche e soprattutto da ricadute e pericoli futuri della sperimentazione sanitaria presente» (si riferiscono al vaccino per i bambini, per i quali i genitori, come documentato da Open, sono già molto scettici).

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