Scontri No Green Pass, l’escalation degli estremisti annunciata dalle chat e sui palchi: potevano essere fermati?

Le loro chat pubbliche, i loro slogan, i loro messaggi dovevano essere un campanello d’allarme: gli estremisti di destra hanno iniziato tempo fa a infiltrare le proteste No Green Pass

La manifestazione contro il Green pass a piazza del Popolo non era un raduno di estrema destra. È l’estrema destra che si è appropriata della piazza, accompagnata e supportata da coloro che hanno diffuso campagne di disinformazione e teorie cospirazioniste sulla pandemia Covid-19. Le autorità conoscevano queste realtà e la loro pericolosità, ma i camerata di Forza Nuova e i loro compagni hanno agito indisturbati, nonostante fossero volti noti alle Forze dell’Ordine in tempi non sospetti, creando un danno a chiunque in futuro vorrà manifestare liberamente.


Il Ministero dell’Interno, titolato a mantenere sicure le città durante le manifestazioni dei No Green Pass, conosceva molto bene il problema legato alle destre estreme durante la pandemia Covid-19. Nella relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza del 2020 c’è un intero capitolo dedicato al fenomeno, anche nella sua «dimensione virtuale». Un fenomeno ben poco segreto, in chiaro nelle varie chat Telegram che Open aveva riportato in diverse occasioni raccontando come certi gruppi negazionisti e polarizzanti avrebbero portato a uno scontro sociale e violento, non solo a parole.


Il riferimento alla destra radicale tra i gruppi eversivi ed estremisti all’interno della Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza del 2020.

Fenomeni per nulla nascosti, come non lo erano gli stessi protagonisti del 9 ottobre a Roma. Giuliano Castellino non è uno sconosciuto e vanta un curriculum che lo porta ad essere considerato un «soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica». Condannato a cinque anni e sei mesi per l’aggressione a due giornalisti de L’Espresso, di recente era stato sottoposto all’ennesimo Daspo solo per gli eventi sportivi. L’assalto alla sede della CGIL non è un caso, lo stesso Castellino dal palco mobile di piazza del Popolo aveva animato anche i manifestanti non appartenenti a Forza Nuova contro i sindacati: «Sapete, chi ha permesso che oggi il Green pass diventi legge hanno dei nomi precisi: CGIL, CISL e UIL! Sapete cosa fanno i cittadini liberi? Vanno ad assediare la Cgil»».

Nelle chat Telegram No Green pass era cresciuto nelle ultime settimane il sentimento anti sindacati.

La sede nazionale della CGIL è ben lontana dai Palazzi del Potere dove vengono prese le decisioni sul Green pass. Se quest’ultimo era l’obiettivo da contrastare, perché deviare una parte del corteo – alcune migliaia di persone – verso la sede del sindacato in Corso d’Italia a circa venti minuti di cammino da Largo Chigi e via del Parlamento presidiate dalla maggior parte dei manifestanti di piazza del Popolo? Il percorso era stato preannunciato alle autorità competenti per l’autorizzazione?

Forza Nuova, con in testa Giuliano Castellino e Roberto Fiore, di fronte alla sede della CGIL.

Sul palco mobile di piazza del Popolo, insieme a Castellino c’era anche l’imprenditore Nicola Franzoni che durante la pandemia aveva alimentato le teorie del complotto che vedevano i pazienti Covid uccisi per espiantare i loro organi. Durante un suo video, diventato virale e diffuso da diversi canali social, dietro a questa fantomatica carneficina ci sarebbe un traffico d’organi tra l’Italia e la Cina.

Franzoni è un altro agitatore delle masse che non usa mezzi termini, anche in tempi non sospetti. Durante il periodo in cui militava come esponente di Futuro e Libertà di Gianfranco Fini, era diventato noto nel 2013 per aver augurato al suo avversario politico di «morire come una merda» e «tra i dolori più atroci».

Nicola Franzoni era già stato accusato di vilipendio, apologia al fascismo e manifestazione non autorizzata, ma aveva soprattutto ricevuto un foglio di via da Roma della durata di due anni. Come poteva, un personaggio del genere, trovarsi ancora una volta in una manifestazione pubblica girando indisturbato nella capitale? Ricordiamoci che il 30 settembre a La Zanzara invocava un colpo di Stato per il 9 ottobre.

Nicola Franzoni (a sinistra) insieme a Giuliano Castellino (a destra) nel palco mobile di piazza del Popolo durante la manifestazione del 9 ottobre 2021.

In un comunicato del prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, le Forze dell’Ordine avrebbero «predisposto una adeguata cornice di sicurezza per fronteggiare anche le frange più radicali della protesta». Eppure, come lo stesso prefetto ammette, alcuni appartenenti a Forza Nuova «hanno deviato dal percorso intrapreso dai partecipanti per il deflusso, e dopo aver tentato ripetute azioni di forza, hanno perpetrato un vile e violento attacco, invadendo la sede della CGIL e riuscendo a forzare la barriera che le Forze di polizia avevano eretto a protezione dell’ingresso». Sapevano chi erano: sui canali Telegram l’odio verso i sindacati era evidente, ma sono entrati violentemente dentro la sede della CGIL supportati da parte dei No Green pass che li avevano seguiti.

Il sito di Forza Nuova posto sotto sequestro la sera del 11 ottobre 2021.

Tornando all’assalto alla CGIL, benché l’evento sia stato ampiamente seguito da diversi cellulari e telecamere, attraverso la diretta streaming del Corriere della Sera e di AGTW via Facebook (al minuto 34:13) è possibile ascoltare le parole di Castellino dove annuncia l’atto vandalico: «Sapete oggi gli italiani liberi cosa fanno? Vanno ad assediare la CGIL! Oggi noi andiamo ad assediare la CGIL!». Le Forze dell’Ordine, in piazza, erano presenti.

Il prossimo passo? Dopo gli arresti e il sequestro del sito, Forza Nuova ha annunciato che non si tirerà indietro, così come altri personaggi continueranno a proseguire la loro narrativa contro la fantomatica dittatura sanitaria e contro il Green pass. A pagarne le conseguenze potrebbero essere gli altri manifestanti, quelli che non hanno nulla a che vedere con i violenti e gli estremisti.

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