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L’Estonia apre ai nomadi digitali: il nuovo progetto della terra promessa dello smart working – Il video

L’iniziativa “Work in Estonia” permette di lavorare in mezzo alle bellezze naturali del Paese

Essere distesi su un’amaca all’interno di un bosco dell’Estonia con un pc alla mano, una connessione wi-fi e la possibilità di lavorare in smart working. L’iniziativa Work in Estonia, lanciata dalla fondazione nazionale Enterprise Estonia, sta riscuotendo un discreto successo in virtù dell’aumento del numero di lavoratori da remoto e anche perché il paese è stato uno dei primi al mondo ad estendere i permessi di soggiorno ai dipendenti di aziende straniere. Dal 1° agosto 2020 l’Estonia accetta richieste per i visti da parte dei nomadi digitali, permettendo a questi ultimi di lavorare nel paese per 12 mesi.


I dati sullo smart working in Italia

Secondo i dati riportati dall’Istat, nel secondo trimestre del 2020, lo smart working ha coinvolto oltre 4 milioni di lavoratori in Italia, ovvero il 19,4%. Se consideriamo che nel secondo trimestre del 2019 i lavoratori da remoto erano solamente il 4,6%, risulta facile comprendere come la pandemia da Covid-19 abbia rivoluzionato in modo radicale il mondo del lavoro. Nel Rapporto sul mercato del lavoro 2020 pubblicato dall’Istat si legge:


«Il ricorso allo smart working ha interessato subito dopo l’esplosione della pandemia il 21,3% delle imprese con almeno 3 addetti; la percentuale è calata all’11,3% nel periodo giugno-novembre. La quota di lavoratori in smart working nelle imprese che lo hanno attivato sale dal 5% del periodo precedente il Covid-19, al 47% dei mesi di lockdown di marzo-aprile, per assestarsi intorno al 30% da maggio in avanti». 

Secondo una ricerca svolta dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, nelle grandi imprese ci sono 1,77 milioni di persone che lavorano in smart working, 630 mila nelle Pmi, 810mila nelle microimprese e 860 mila nella Pubblica amministrazione. Il graduale ritorno alla normalità ha contribuito ad un lieve abbassamento del numero di lavoratori da remoto, che adesso lavorano principalmente in modalità mista, svolgendo tre giorni in presenza negli uffici e due a distanza, ma la tendenza prevista in prospettiva futura, secondo la ricerca dell’Osservatorio, vede lo smart working destinato a rimanere in nove aziende su dieci (89%).

Foto dal profilo Twitter di “Work in Estonia”

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