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Anche in Germania verso il Green pass sul lavoro, la svolta a metà del nuovo governo: tornano i tamponi gratuiti

Peccato che i dati siano in peggioramento e che la campagna vaccinale non stia andando benissimo. Ecco i dati dell’emergenza in Germania

Nonostante i dati in peggioramento (il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha parlato di «una pandemia dei non vaccinati») e le vaccinazioni che non vanno di certo a gonfie vele, la Germania – a differenza dell’Italia dove il pugno duro del governo Draghi non è stato scalfito nemmeno dalle continue proteste dei No Green pass – sta valutando in queste ore l’obbligo della certificazione anti-Covid per andare al lavoro prevedendo, però, che i tamponi siano gratis per tutti. Circostanza mai accettata dai ministri e dagli scienziati italiani poiché sarebbe stato ingiusta nei confronti di chi si è vaccinato. Un provvedimento che, in Germania, tra l’altro, dovrebbe valere per tutti e a cui, tra l’altro, si è detto favorevole il ministero della Salute d’accordo con i partiti del cosiddetto “semaforo” che lavorano alla formazione di una coalizione per il futuro governo di Spd, Verdi e Fdp. Secondo Marco Buschmann, direttore generale del gruppo parlamentare dei liberali, i tre partiti vorrebbero puntare, in altre parole, al Green pass all’italiana. Dunque, per andare al lavoro potrebbe diventare necessario dimostrare di essere vaccinato, guarito o essere in possesso di un tampone negativo al virus. Il ministro della Salute tedesco ha già citato l’Italia come buon esempio per l’uso del Green pass. «L’ho vissuto personalmente a Roma: in occasione del G20 mi è capitato di dover esibire il certificato vaccinale più spesso in un giorno di quante forse qui in quattro settimane», ha detto. In Germania, invece, «troppo spesso» si rinuncia al controllo sulla base della «fiducia».


La situazione in Germania

In Germania, dunque, la situazione non è delle migliori. C’è stata un’esplosione dei casi e proprio oggi è stato registrato un record dell’indice settimanale dei casi positivi su 100 mila abitanti, che è volato al 201,1. In alcuni distretti, ha toccato persino quota 1.000. Inizia a preoccupare, poi, la pressione sugli ospedali: l’allarme è stato lanciato da diverse regioni. É il caso della Sassonia, Turingia e Baviera. Il governatore della Turingia, Bodo Ramelow, ad esempio, ha detto in maniera forte e chiara che non curerà più i non vaccinati negli ospedali qualora dovesse salire la pressione sulle strutture sanitarie. «Io non posso più garantire che chi deve essere ricoverato potrà darlo nella sua regione, questo non posso più garantirlo», ha spiegato Ramelow secondo cui, comunque, «a tutti saranno garantite le cure» ma i non vaccinati «non le riceveranno più negli ospedali della Turingia», in caso di pressione eccessiva nei reparti che ospitano pazienti Covid. Infine, i dati di ieri parlano di 23.543 casi di Covid nelle ultime 24 ore e 37 morti, come reso noto dall’Istituto Robert Koch. Gli ultimi dati sulle vaccinazioni – aggiornati a ieri 7 novembre – invece dicono che il 69,6 per cento della popolazione tedesca ha già ricevuto almeno una dose, il 67 per cento invece risulta essere completamente vaccinato. Numeri non incoraggianti.


Foto in copertina di repertorio: ANSA/MATTEO BAZZI

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