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La settimana nera per la Germania: quasi 40 mila nuovi contagi. Il nodo sui vaccini: «Facciamo come l’Italia»

Il Paese di Angela Merkel è in piena quarta ondata registrando 230 casi ogni 100mila abitanti. L’appello degli esperti al governo: «Regole più dure per chi non si vaccina»

La Germania è ufficialmente alle prese con la quarta ondata di contagi da Covid-19. Il bollettino giornaliero sulla situazione epidemiologica del Paese registra una salita preoccupante e a dare l’allarme è il Robert Koch Institut: in 7 giorni si segnalano 39.676 nuovi contagiati, una settimana fa erano poco più di 20 mila e 600. Anche il tasso di incidenza subisce un forte incremento: 7 giorni fa si parlava di 146,6 casi ogni 100 mila abitanti, oggi 10 novembre, i positivi per 100 mila sono 231,1, terzo numero da record consecutivo riportato negli ultimi tre giorni. «Se non si agirà in tempo potranno esserci altri 100 mila morti, il Paese è in una vera situazione d’emergenza». A dirlo è stato il virologo dello Charité di Berlino Christian Drosten, che ora invita il governo a prendere urgenti decisioni a tutela dei cittadini. A parlare nelle ultime ore anche il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. «La quota dei vaccinati in Germania non è sufficiente a contrastare l’impeto del contagio del Covid. Se avessimo un 10-15% di vaccinati in più avremmo un’incidenza del virus inferiore e i dati di Spagna, Portogallo e Italia lo dimostrano». Il riferimento all’Italia è in merito ai numeri dell’epidemia registrati nelle ultime settimane: nonostante l’aumento dei casi stia colpendo anche il nostro territorio nazionale, i numeri per ora rimangono tra i migliori d’Europa.


Ma l’idea di seguire le orme dell’Italia potrebbe riguardare anche l’obbligo vaccinale per specifiche categorie di popolazione. A dirlo è stata l’Accademia nazionale delle scienze Leopoldina: «Alla luce dell’esplosione del contagio da Covid in Germania esortiamo all’obbligo di vaccino per le categorie professionali tra le quali si potrebbe verificare una moltiplicazione dei contagi, come nel caso dei sanitari, gli insegnanti e di altre attività». Nella proposta dell’Accademia anche la pubblicazione dello stato vaccinale «dei dipendenti delle fabbriche, visto che in Germania finora non esiste l’obbligo di presentare alcuna documentazione sul posto di lavoro». Per le prossime settimane lo scenario sarà anche quello di valutare una «regolamentazione più dura che potrebbe permettere soltanto a vaccinati e guariti (escludendo i non vaccinati anche con tampone negativo) l’accesso a bar, ristoranti ed eventi culturali pubblici».


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