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L’inferno dei rider in Svizzera: pagati a minuto. E chi va lento viene punito

L’azienda di delivery Divoora abolisce le retribuzioni orarie: i fattorini saranno pagati 30 centesimi al minuto

Fare il rider è un lavoro duro, farlo in Svizzera ancora di più. A Lugano i fattorini che portano a domicilio i pasti hanno dovuto subire un nuovo contratto che prevede, tra le altre cose, di essere pagati solo per i minuti di effettivo lavoro. È la decisione controversa di Divoora, una popolare azienda di delivery che serve numerosi ristoranti della città. Dal 1° novembre scorso, gli oltre 130 rider che lavorano per questa compagnia, infatti, hanno dovuto rinunciare alle normali retribuzioni orarie, sostituite dai pagamenti in base ai minuti di lavoro. E il tempo dei rider svizzeri sembra che sia valutato molto poco: per loro sono previsti 35 o 36 centesimi di franco, circa 30 centesimi di euro. Inutile, anzi controproducente, andare più lenti per ottenere qualche centesimo in più. Chi non rispetta gli standard di consegna previsti rischia di essere penalizzato in base alle recensioni negative.


Un problema che si aggiunge ai tanti altri che affliggono questa categoria: non ultimo il continuo rischio di essere esposti a incidenti. Chi fa le consegne in macchina o in motorino, infatti, deve sempre tenere d’occhio le notifiche del cellulare, con grave rischio per la sicurezza stradale. Perdere un’ordinazione dal coordinatore fa finire dritti in fondo al ranking e fa quindi ridurre le chiamate. Alla luce di queste denunce e delle manifestazioni in piazza, si sono mossi i sindacati. L’incontro tra Divoora e Unia, il principale sindacato svizzero è previsto a breve. «L’emergenza sanitaria ha mostrato quanto la società sia diventata dipendente dai migliaia di impiegati sottopagati nel settore» ha detto il sindacato, ricordando che purtroppo lo stress, la mancanza di contratti collettivi, i salari bassi e l’eccessiva mole di lavoro fanno parte della quotidianità di queste persone.


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