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Reddito di cittadinanza, il lungo addio ai 2.500 Navigator: «Ci hanno usato e ci buttano via»

In questi mesi hanno ricevuto rassicurazioni da tutti i partiti. Ma ora il governo li manda a casa. E loro non ci stanno

Addio ai Navigator. La stretta sul reddito di cittadinanza varata nella Legge di Bilancio prevede anche la cancellazione dei contratti dei 2.500 che fino ad oggi dovevano svolgere il lavoro di raccordo tra domanda e offerta di lavoro. Come ha anticipato il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, il loro posto verrà preso dalle agenzie di lavoro private. E loro, fa sapere oggi La Stampa, il 18 novembre scenderanno in piazza. «Siamo stati da sempre il capro espiatorio di un’enorme strumentalizzazione politica. Nessuno ha voluto leggere i nostri risultati all’interno del contesto di riferimento», dice Antonio Lenzi, navigator del centro per l’impiego di Rho nel milanese e fondatore di Anna, l’associazione nazionale che li riunisce.


In questi mesi l’associazione ha incontrato i partiti: «Anche chi si mostrava dubbioso sul reddito di cittadinanza concordava sul fatto che buttare via la nostra esperienza è un errore. Che succede adesso?». Attualmente i Navigator sono pagati 1.700 euro al mese «senza malattia, ferie e tredicesima» e a fine dicembre potrebbero restare tutti a casa. «Il reddito di cittadinanza non è stato annullato, giusto? Coinvolgere i privati, senza nemmeno un passaggio di testimone, non ha alcun senso. Non capisco quale forza politica possa immaginare di mandare a casa oltre duemila professionisti molto qualificati in questo modo. Limiti e difficoltà ci sono, non lo neghiamo, ma così si butta via il bambino con l’acqua sporca».


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