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Pagamenti in contanti, da gennaio si cambia. Le nuove tariffe sui pagamenti elettronici: cambia anche la lotteria degli scontrini

Si tratta dell’ennesima modifica del tetto del contante. Stop anche al Cashback in un Paese, l’Italia, dove le transazioni digitali sono ancora pochissime

Dall’1 gennaio 2022 cambia tutto. Da questa data non sarà più possibile pagare più di mille euro in contanti, per qualsiasi tipo di acquisto. Si passa, dunque, dagli attuali 2.000 euro ai 1.000. A deciderlo è stato il decreto fiscale legato alla legge di bilancio 2020 che venne varata dal vecchio governo, quello guidato da Giuseppe Conte. Si tratta di una nuova, l’ennesima in realtà, stretta al tetto del contante. L’Italia, ed è questo il vero problema, si trova al 25° posto (su 27) per numero di transazioni pro capite con carta. Troppo poco. Gli italiani non sono abituati a pagare con carte di credito o debito e una delle misure che era stata pensata per spronarli era proprio quella del Cashback, poi bocciato dal governo Draghi. I numero parlano di 81 transazioni contro una media annuale di 146 (relativamente ai dati 2020).


La lotteria degli scontrini

Archiviato il Cashback, il Mef, per favorire i pagamenti digitali, vorrebbe semplificare la lotteria degli scontrini che non ha avuto poi chissà quale successo tra i commercianti, specialmente tra i negozi più piccoli dove, «a fronte di 5,9 milioni di codici rilasciati a 4,7 milioni di utenti, gli esercenti che hanno trasmesso i dati della lotteria sono solo il 26,8 per cento del totale», fanno sapere dal ministero. La grande distribuzione, in realtà, si è adeguata, spiega il sottosegretario all’Economia Federico Freni, i negozianti più piccoli no, approfittando anche dell’«assenza di previsioni sanzionatorie». L’obiettivo, adesso, è quello di sviluppare un software ad hoc da installare direttamente sui registratori di cassa telematici così da permettere l’estrazione in tempo reale.


Le altre misure

Ma ci sono anche altre misure come l’aumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti per l’utilizzo dei Pos dal mese di luglio 2021 al 30 giugno 2022. Si passa dal 30 al 100 per cento. C’è, poi, la tax credit sull’acquisto, noleggio e utilizzo di dispositivi Pos base o per i Pos evoluti dal 2022. Nel primo caso, il credito d’imposto spetta, nel limite di 160 euro, a chi, dall’1 luglio 2021 al 30 giugno 2022, acquista, noleggia o utilizza strumenti che consentano forme di pagamento elettronico collegati agli strumenti per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi. Nel secondo caso, invece, il limite massimo di spesa sale a 320. I dati sull’utilizzo dei Pos, comunque, sono confortanti: negli ultimi 10 anni il numero di dispositivi per il pagamento elettronico è salito del 139 per cento. Si tratta di 3,6 milioni di apparecchi installati a fronte di oltre 75 milioni di carte in circolazione nel nostro Paese. Si è registrata, infine, nel 2021 un’accelerazione nell’uso di questi dispositivi anche tra piccole e medie imprese e tra professionisti. Secondo alcuni studi, l’ultimo quello di Accenture, ci si avvia alla fine del contante entro il 2030.

Foto in copertina da PIXABAY

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