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Pillon scandalizzato dal look dei Maneskin agli Ema: «Arriveremo al reggiseno da uomo». E Damiano gli risponde

Pillon mette poi in dubbio che se una band «si ispirasse alle radici cristiane d’Europa», o «se inneggiasse alla difesa della vita dal concepimento», non raggiungerebbe la stessa forma di successo

«Hai ragione Simo, la prossima volta completo e paPillon». Dopo la vittoria agli Mtv Europe Music Awards dei Maneskin, che si stanno dimostrando la più grande rivelazione di questo ultimo anno, arriva la sferzata della band nei confronti di Simone Pillon. Il senatore leghista ieri, 15 novembre, aveva critica il look del gruppo romano, in particolare quello del frontman Damiano. «I Maneskin a Budapest con tanto di performer (maschietto) in culottes e giarrettiere, ricevono il premio. Tra poco arriveremo al reggiseno da uomo. Ovviamente, una volta preso il microfono, non possono esimersi dal piagnisteo per la sonora bocciatura del Ddl Zan. Guardandoli, mi chiedo: “dove sarebbero le discriminazioni?”», aveva scritto in un post su Facebook.


Pillon mette poi in dubbio che se una band «si ispirasse alle radici cristiane d’Europa», o «se inneggiasse alla difesa della vita dal concepimento» o «se prendesse a tema la lotta alla droga» probabilmente non raggiungerebbe la stessa forma di successo. «Da giovani che si dicono alternativi e ribelli mi sarei aspettato qualcosa di diverso, che so, sul palco in smoking i maschietti e in abito da sera la signorina, con tanto di dichiarazioni tipo “i bambini hanno il diritto di avere una mamma e un papà”», ha aggiunto il senatore. La certezza in quel caso, a suo dire, è che «si sarebbero scordati i premi e gli applausi del mainstream, ma avrebbero dimostrato di essere davvero fuori dagli schemi». Invece, «è sempre la solita solfa. Auguri».


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