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Un doppio Green pass per il lockdown dei No vax in zona gialla o arancione: ok al lavoro, no ai bar

Il governo Draghi potrebbe varare già giovedì il decreto che raddoppia la Certificazione Verde. Le limitazioni riguarderanno la vita sociale ma non il lavoro. Sul tavolo rimane l’obbligo per tutti

Un doppio Green pass con il lockdown per i No vax nelle regioni in cui i dati epidemiologici peggiorano. Con la facoltà di far scattare le restrizioni per chi non è vaccinato in zona gialla, arancione o rossa. Limitazioni che riguarderanno la vita sociale ma non il lavoro. Questo è lo schema di decreto a cui lavora il governo Draghi, che potrebbe vararlo già la prossima settimana. I dettagli saranno discussi nella riunione con le Regioni in programma lunedì. Mentre giovedì potrebbe essere il giorno giusto per la convocazione della Cabina di Regia. Che porterà anche l’obbligo di terza dose per gli operatori sanitari e la riduzione della durata della Certificazione Verde Covid-19. Mentre l’obbligo per tutti rimane sul tavolo.


Due ipotesi sui tamponi

Il Corriere della Sera spiega oggi che la norma che il governo vuole inserire nel decreto ferma la frequentazione di ristoranti, cinema, teatri, stadi, discoteche e palestre a chi non è vaccinato. Si tratta di un elenco non completo, visto che la lista dei divieti si stilerà durante l’incontro con i governatori. Tenendo conto che c’è anche chi vuole il divieto di accedere agli impianti di sci. Per tenere così aperte le attività commerciali durante il Natale. Mentre non si imporranno limitazioni per i lavoratori. A parte l’ipotesi sui tamponi. Che prevede la possibilità di togliere l’antigenico lasciando solo il molecolare. E che va nella direzione auspicata dal Cts. L’obbligo di terza dose potrebbe arrivare anche per lavoratori della scuola e delle forze dell’ordine. Anche se non si capisce a quel punto come funzionerebbe per chi non si è ancora vaccinato con le due dosi.


Nel decreto sarà anche ridotta la validità del Green pass. C’è chi parla di 9 e chi addirittura di 6 mesi. Repubblica aggiunge che le opzioni sul tampone invece potrebbero essere tre. Ovvero limitare la validità dell’antigenico a 24 ore, permettere che per il Green pass sia valido solo il molecolare, che richiede più ore di attesa e costi sostenuti oppure escludere del tutto i test. L’esecutivo potrebbe anche lasciare agli Enti Locali la scelta sul Green pass, facendolo diventare così “regionale”. L’opzione di estendere il Green pass ai dipendenti prevede una fase di transizione che permetta a chi non è vaccinato di adeguarsi. Sono 1,5 milioni attualmente i lavoratori No vax. E tutti potrebbero essere investiti dal nuovo decreto.

La terza dose

Secondo La Stampa invece il governo non è convinto dell’irrigidimento chiesto dalle Regioni. E questo per tre motivi. Il primo è che il Green pass solo per i vaccinati si ridurrebbe in un allentamento delle restrizioni, visto che lascerebbe larga parte della popolazione senza obblighi. Il secondo è che l’ulteriore penalizzazione per i non vaccinati potrebbe creare problemi di ordine pubblico. Il terzo è che nella maggioranza che sostiene l’esecutivo Lega e MoVimento 5 Stelle non sono d’accordo. Il decreto porterà anche l’obbligo di terza dose per il personale sanitario e per i lavoratori delle case di riposo. Che dovrebbe scattare a partire dal primo dicembre. Così come scenderà il tempo da sei a cinque mesi. Il taglio della validità del Green pass invece porterà con sé la necessità di estendere subito agli under 40 la dose booster. E senza un anticipo molti rimarrebbero senza certificato.

Il Mattino invece spiega che lo schema del doppio Green pass che consenta il lavoro per i non vaccinati e la vita sociale per gli immunizzati porterebbe allo schema del 2G a cui ha pensato la Germania. Il 2G, secondo questa ipotesi, dovrebbe scattare nelle aree arancioni o rosse ed eviterebbe la chiusura dei luoghi aperti al pubblico. Per i No vax invece il certificato ottenuto con il tampone permetterebbe di andare a lavorare e basta. Oltre che di accedere ai servizi essenziali come supermercati, farmacie, tabacchi. Intanto tra 28 e 29 novembre l’Ema darà il via libera ai vaccini per i bambini. Il ministro della Salute Roberto Speranza spera così di fermare i contagi nelle scuole.

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