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L’intercettazione sulle plusvalenze su cui poggia l’inchiesta di Torino sulla Juventus

Nuovi dettagli emergono dalle intercettazioni: secondo la procura Agnelli era ben consapevole della condotta di Paratici, artefice delle operazioni

Le cifre su cui indaga la procura di Torino nell’inchiesta sulle plusvalenze della Juventus sono ben più alte di quelle emerse dalle prime anticipazioni. L’inchiesta «Prisma» punta a far luce non solo sugli scambi di mercato tra il club bianconero e il Barcellona, per un totale di circa 50 milioni di euro di plusvalenze, ma su almeno 42 operazioni di calciomercato che avrebbero portato nelle casse juventine plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni. Su questo dato sono scattate le perquisizioni della Guardia di Finanza anche negli uffici della Juve, con l’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici bianconeri. Nell’inchiesta c’è anche il nome di Cristiano Ronaldo, che non risulta al momento indagato. Gli inquirenti si sono avvalsi di numerose intercettazioni telefoniche, che hanno portato alla luce diversi dettagli.


L’inchiesta della procura e il caso Cr7

La procura punta a fare luce sui rapporti economici che la Juve ha avuto con il portoghese, con attenzione particolari relative al suo contratto e agli stipendi arretrati che potrebbero emergere da «documenti e scritture private», oggetto delle ricerche dei finanzieri nelle perquisizioni. La Guardia di Finanza sta cercando di recuperare una «carta famosa che non deve esistere teoricamente», cioè una scrittura privata relativa ai rapporti economici fra la Juventus e Cristiano Ronaldo. L’esistenza del documento è stata ipotizzata per via del contenuto di una conversazione intercettata dagli inquirenti. La cessione del portoghese al Manchester United aveva segnato una sorta di spartiacque nella strategia di mercato juventina, scrive la Gazzetta dello Sport. Quell’ultima cessione non aveva portato plusvalenze, ma anzi una minusvalenze, visto che i 15 milioni per cui è stato venduto erano al di sotto dei 29 che restavano a bilancio come ammortamento residuo dal suo acquisto nel 2018.


Secondo gli inquirenti, la Juventus assomigliava ormai sempre di più a una «macchina ingolfata», per via degli investimenti fatti oltre a operazioni poco accurate, come gli stipendi eccessivi. Proprio «gli investimenti oltre le previsioni del budget e gli ammortamenti e tutta la m. che sta sotto che non si può dire» sarebbero stati tra le cause dello squilibrio economico e finanziario della Juve. In sintesi, con il sistema delle plusvalenze sulla compravendita di calciatori, la Juventus ha generato un «ricavo di natura meramente contabile e in ultima analisi fittizio» mascherando perdite di esercizio: 39 milioni anziché 171 milioni nel 2019, 89 milioni anziché 209 milioni nel 2000, 209 milioni anziché 240 milioni nel 2021.

Le intercettazioni: il ruolo di Paratici e la «consapevolezza» di Agnelli

Per la procura di Torino sarebbe Fabio Paratici, ex Chief football officer della Juventus, «l’artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze», ma i vertici della società – e «in primis» il presidente Andrea Agnelli – erano «ben consapevoli» della sua condotta. Dalle intercettazioni sono emerse frasi come: «Hanno chiesto di fa’ le plusvalenze», «almeno Fabio (Paratici, ndr), dovevi fa’ le plusvalenze e facevi le plusvalenze».

Le altre operazioni tra gli Under 23

Ma non c’è solo il caso di Cristiano Ronaldo. Gli inquirenti stanno indagando anche su altre operazioni «a specchio»: sotto la lente di ingrandimento sono finite pure numerose cessioni di giovani calciatori dell’under 23 «con corrispettivi rilevanti e fuori range» rispetto a calciatori dello stesso livello e categoria. Come l’acquisto dall’Olympique Marsiglia del ventenne Marley Akè per 8 milioni di euro, in cambio della cessione alla stessa cifra di Franco Tongya, 19enne cresciuto nel vivaio della Juventus; o di quello dal Barcellona di Alejandro Marques Mendez, attaccante spagnolo ventenne ora in prestito al club spagnolo CD Mirandés, per 8,2 milioni di euro, in cambio del centrocampista brasiliano 23enne Matheus Pereira valutato 8 milioni di euro. Si indaga anche sulle cessioni e le acquisizioni effettuate in prossimità della scadenza contrattuale, come nel caso dell’acquisto per 18 milioni di euro di Nicolò Rovella dal Genoa, con contestuale cessione allo stesso Genoa di Manolo Portanova per 10 milioni e di Elia Petrelli per 8 milioni.

Immagine di copertina: ANSA / ROBERTO BREGANI

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