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Scattano 133 tamponi per i passeggeri rientrati con il primo caso Omicron in Italia. Esclusi contatti diretti a Milano

Secondo le ricostruzioni, il paziente positivo alla variante Covid non avrebbe avuto alcun contatto diretto con persone in Lombardia. L’istituto Spallanzani sequenzierà i tamponi degli altri passeggeri

L’ingegnere campano risultato positivo alla variante Omicron «non ha avuto contatti con altre persone sul territorio lombardo». Lo comunicano fonti interne all’assessorato al Welfare di Regione Lombardia. Ripercorrendo i suoi spostamenti, si è appurato che l’uomo non si sarebbe mai recato nella sede di lavoro di Milano. Dopo lo sbarco all’aeroporto milanese, sarebbe andato in macchina nell’hotel in cui ha cenato da solo. Il giorno successivo, ha raggiunto un ospedale per effettuare il tampone richiesto dalla propria azienda. Durante il successivo viaggio per Roma, ha ricevuto la chiamata dal medico competente, che lo ha informato della positività. L’uomo si trova attualmente in isolamento nella sua casa in provincia di Caserta assieme al resto della sua famiglia, rimasta contagiata dopo il suo arrivo. Resta l’incognita sulla possibile diffusione della variante Omicron ad altri soggetti in Italia oltre a quello scoperto nel dipendente dell’Eni rientrato in Italia dal Mozambico. E soprattutto i dubbi legati in particolare al tempo già trascorso che si riesce a individuare con sufficiente precisione tutti i possibili contagi di Coronavirus che il suo passaggio in Italia possa aver generato. Intanto sono stati attivati i test sui 133 passeggeri sul volo proveniente dal Sudafrica e atterrato a Fiumicino l’11 novembre scorso, sul quale viaggiava l’ingegnere. I tamponi verranno poi sequenziati all’Istituto Spallanzani per verificare eventuali altri casi di variante Omicron.


Immagine di copertina: ANSA/TELENEWS


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