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L’ipotesi obbligo vaccinale per tutti i lavoratori a gennaio

L’ipotesi della vaccinazione obbligatoria su tutti i luoghi di lavoro se non calerà l’indice di contagio. Il grimaldello del testo unico sulla sicurezza sul lavoro

Il governo pensa all’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori a gennaio. Dopo le dichiarazioni di von der Leyen e la scelta della Germania, anche in Italia comincia a prendere piede l’ipotesi della vaccinazione obbligatoria se l’indice di contagio Rt non calerà nei prossimi quaranta giorni. Finora il presidente del Consiglio Mario Draghi era stato molto tiepido riguardo la possibilità di imporre un obbligo generalizzato a tutta la popolazione, anche per non creare un problema di opinione pubblica. Ma la crescita dei contagi e – soprattutto – i rischi di un ritorno al lockdown stanno facendo rapidamente cambiare la prospettiva. Anche perché il 13% attuale di popolazione No vax non lascia tranquilli medici e tecnici.


Il problema dell’indice Rt

Spiega oggi Repubblica che l’imposizione dell’obbligo – che va fatta con una legge e quindi, nell’ipotesi di un decreto, serve il voto del consiglio dei ministri prima e del parlamento poi – dipenderà dall’indice Rt. Che continua a salire insieme ai contagi (ieri 16 mila) e si trova tra 1,2 e 1,3. Secondo il quotidiano con questo ritmo nel giro di qualche settimana si rischia di arrivare a 200 mila contagi a settimana. Con conseguenze chiaramente immaginabili per le aree mediche e per le rianimazioni. In più c’è l’incognita Natale, con il rischio assembramenti per shopping e quello delle feste che acuirà il problema del contagio familiare. Per questo l’obbligo potrebbe essere necessario. Il problema è però il come. Visto che non sembra che finora le multe abbiano spaventato chi non vuole immunizzarsi, l’idea è quella di circoscrivere l’obbligo ai lavoratori. Usando l’articolo 279 del decreto legge 81/2008, ovvero il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Che prevede per i datori di lavoro l’obbligo di «messa a disposizione dei vaccini per quei lavoratori che non sono già immuni». Altrimenti il dipendente deve essere allontanato. Ovvero non essere dichiarato idoneo al lavoro. E quindi licenziato. Con questo grimaldello potrebbe essere imposto l’obbligo di vaccinazione anti Covid-19.


I contagi in Europa

La mappa dei contagi (fonte: Ecdc)

Il tutto accade mentre la mappa aggiornata del Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) dipinge un continente con un’incidenza diventata massima in Belgio, Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Grecia e Germania. E mentre la variante Omicron rischia di diventare dominante in Europa. Per questo la Germania ha deciso il lockdown di fatto per i No vax, con l’estensione del 2G – il Green pass soltanto per vaccinati e guariti – al commercio e agli eventi sportivi su base federale. Per ironia della sorte, il nostro paese nella mappa dei contagi è quello che ha le uniche regioni in giallo in Europa (insieme all’Estremadura in Spagna): Piemonte, Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Nel Regno Unito i casi sono tornati sopra quota 50 mila. In Spagna si punta a un’estensione del Green pass su base nazionale. E anche in Svizzera si torna ai diecimila contagi al giorno. Mentre il presidente di Confindustria Carlo Bonomi chiede il Super Green pass per tutti sui luoghi di lavoro. Quasi un obbligo.

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