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«Non si vaccinano, devo proteggere le mie bambine»: il Natale degli italiani con i parenti No vax

La storia di una biologa che lavora con i vaccini e della sua parente che la accusa di essere parte della dittatura sanitaria

Una parente No vax può creare molti problemi a Natale. Per questo, racconta oggi a Il Messaggero la romana Angela Arancio, biologa e ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, eviterà di incontrarla durante le feste: «Una decisione dovuta soprattutto al fatto che ho il dovere di proteggere le mie bambine e quindi limitare per quanto possibile i contatti con i non vaccinati». La diatriba con la parente è cominciata quando la dottoressa ha letto alcuni suoi post su Facebook. Ha cercato di far ragionare la parente, che l’ha accusata di essere «parte attiva di una dittatura sanitaria». A quel punto è scoppiata la lite in famiglia: «Le ho spiegato – racconta il medico – che non si può affrontare una situazione seria come quella del Coronavirus informandosi su internet». E a Natale i componenti della famiglia Arancio saranno divisi tra vax e No vax: «Ho scelto di non vederla e interrompere ogni rapporto – spiega – Ora più che mai: perché è proprio a causa degli adulti che non si vaccinano che dovrò invece vaccinare le mie bambine. La follia è tutta qui, si tratta di persone che non vogliono accettare la realtà e l’evidenza scientifica. Rispetto a questo l’unica arma che abbiamo è prendere le distanze, comprese quelle fisiche per proteggerci e limitare la diffusione del virus. Anche a Natale». I genitori della dottoressa invece faranno entrare in casa la parente, ma mantenendo la distanza di sicurezza e indossando la mascherina.


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