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Cosa succede alla Sampdoria dopo l’arresto di Ferrero: il club tra fondi arabi, Vialli e Garrone

Dopo l’addio alla presidenza sul tavolo l’offerta dell’ex bomber e quella di Dubai. Ma i tifosi chiedono il ritorno del vecchio presidente

Ieri Massimo Ferrero si è dimesso da presidente della Sampdoria. L’ordinanza della procura di Paola che ne ha disposto l’arresto lo accusa di bancarotta fraudolenta di quattro società: la Ellemme Group, la Blu Cinematografica, la Blu Line e la Maestrale srl. Ma dopo l’addio alla presidenza Ferrero rimane comunque ancora proprietà della società sportiva che ha acquistato per zero euro nel 2014 da Edoardo Garrone, patron di Erg. E mentre un ex del calibro di Pietro Vierchowod dice che adesso la squadra è libera, si apre la corsa per la vendita della Sampdoria. O meglio, si riapre. Perché più di due anni fa si era arrivati alla lettera d’intenti per chiudere la compravendita con il fondo di investimento York Capital che fa capo a James Dinan, magnate americano, in coppia con un’altra bandiera del club genovese, ovvero Gianluca Vialli.


Le due offerte per il club

Ma, fa sapere oggi il quotidiano finanziario Mf, c’è anche un altro possibile acquirente per i blucerchiati. Ovvero un fondo di stanza a Dubai. Il club, come ha sottolineato ieri la società, è estraneo a queste vicende che riguardano il presidente. In corso, fa sapere il quotidiano, ci sono però ancora le procedure di concordato delle sue due società Eleven Finance e Farvem. Molto del destino del gruppo di Er Viperetta ruota intorno al loro esito. E l’arresto di Ferrero potrebbe riverberarsi potrebbe accelerare le procedure. Perché secondo Mf la Sampdoria potrebbe essere inserita come garanzia ai concordati ed essere ceduta e quest’ultimo evento potrebbe avere una ripercussione sul potere negoziale nella vendita del club, favorendola.  


L’edizione genovese di Repubblica spiega oggi che per l’amministrazione ordinaria del club c’è Alberto Bosco, direttore amministrativo. Ma ora bisognerà colmare il vuoto di potere, visto che le dimissioni del presidente fanno decadere l’intero consiglio di amministrazione che regge i blucerchiati. E una nuova assemblea da convocare il prima possibile deve sostituire anche la figlia Vanessa e il nipote Giorgio, entrambi cooptati prima dell’indagine. Probabilmente il potere verrà preso da Gianluca Vidal, commercialista di fiducia di Ferrero. Per il quotidiano invece la candidatura di Vialli è ancora più forte perché l’ex bomber sta raccogliendo soldi con la piattaforma Tifosy per presentare un’offerta. Mentre Dinan potrebbe tornare in campo ma a titolo personale: senza il fondo York Capital in appoggio.

Il lodo Garrone

Poi c’è il lodo Garrone. Che in molti a Genova hanno messo sotto accusa quando decise di vendere tutto a Ferrero, considerato fin dall’inizio un imprenditore poco solido. Ieri la Federclubs dei blucerchiati lo ha chiamato di nuovo in causa, chiedendogli di tornare sui suoi passi. «Un paio di anni fa Edoardo Garrone disse che non avrebbe mai abbandonato la Sampdoria e le avrebbe garantito un futuro: confidiamo che ci sia un intervento di chi ha a cuore i colori blucerchiati», dice il presidente Vassallo. E infine: «Se è vero che il club non appare interessato all’inchiesta, le conseguenze mediatiche e finanziarie sono imprevedibili. Non sappiamo cosa potrà succedere senza una nuova proprietà». Altri quotidiani danno in corsa anche Gabriele Volpi, patron della Pro Recco Pallanuoto. Che a febbraio ha ceduto lo Spezia.

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