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Vaccini contro l’Aids, la svolta possibile con l’mRna. Gli scienziati: «Siamo ottimisti»

Lo scienziato Paolo Lusso spiega i passi in avanti grazie alla tecnologia già usata per i vaccini anti Covid-19

La tecnologia mRna, diventata nota con i vaccini anti Covid, potrebbe portare a una svolta nella lotta contro l’Aids. Nel giro di un anno, un nuovo preparato contro l’Hiv potrebbe iniziare la fase sperimentale. A parlarne al Corriere della Sera è Paolo Lusso, scienziato alla guida del progetto di ricerca e responsabile del Laboratorio di Patogenesi Virale del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid) di Washington (diretto da Anthony Fauci). «Questo è un primo passo contro un virus che si è rivelato maestro di mutazioni», spiega Lusso. «La piattaforma mRna ci ha offerto possibilità prima sconosciute». Secondo le stime dello scienziato, il risultato finale non è ancora dietro l’angolo, ma la fase sperimentale è comunque a portata di mano: «Se tutto va bene potremmo riuscire a iniziare la prima fase di sperimentazione clinica nel giro di un anno. A quel punto potremo stabilire un calendario più accurato».


I progressi sono stati possibili grazie alla ricerca sui macachi, attaccati da un virus Hiv molto simile a quello che aggredisce gli umani. «Ora – spiega lo scienziato – per la prima volta, siamo riusciti a proteggere i macachi dall’infezione, inducendo degli anticorpi ad ampio spettro». Finora, la ricerca di vaccini con proteine Env non hanno portato a risultati sperati, perché, a differenza di altri casi, un vaccino per funzionare contro l’Aids deve prevenire al 100% l’infezione, non solo la malattia (come è invece per il Covid-19). «È per questo che a 40 anni dall’inizio della pandemia da Hiv non abbiamo ancora un vaccino. Ma quello che abbiamo raggiunto ora è un risultato finora sempre mancato. Ci sono buone ragioni per essere ottimisti».


Immagine di copertina: EPA/PIYAL ADHIKARY

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