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Chi sono i dottori No vax del blitz all’assemblea dell’Ordine dei medici di Roma

La Digos attende la denuncia. Alcuni sono stati già identificati. Il presidente Magi: «Aggrediti e insultati»

Alcuni sono stati identificati grazie alle telecamere dell’hotel Pineta Palace. Altri potrebbero essere convocati a breve in commissariato per essere interrogati. Di certo i 40 o 50 dottori No vax che ieri si sono resi protagonisti del blitz durante l’assemblea dell’Ordine dei Medici di Roma saranno denunciati anche dall’ente, come ha confermato ieri il presidente Antonio Magi. Il quale ha spiegato che i protagonisti del blitz sono «professionisti in attività, tra cui molti medici di famiglia che volevano contestare l’obbligatorietà del vaccino». Tra questi, scrive oggi il Corriere della Sera, anche una dottoressa in servizio al San Camillo-Forlanini.


Ora l’assalto si potrebbe concludere con una denuncia alla Digos. Mentre loro, i medici No vax, hanno accusato l’Ordine di «non aver sospeso chi era moroso, prendendosela invece con chi non si è vaccinato». «Io per esempio sono stata demansionata, ero un’anestesista al San Camillo e ora il mio compito è contattare i pazienti per fissare appuntamenti», ha detto ieri una dottoressa. Prima hanno gridato «mafiosi» e «venduti» ai colleghi. E qualcuno ha anche fatto partire il coro «Vergogna» prima dell’arrivo della polizia. Magi stesso ha fatto sapere che l’ordine di Roma per ora ha sospeso una ventina di colleghi. Mentre 630 sono i renitenti al vaccino individuati in questi mesi.


«Fin qui abbiamo provato a scambiarci informazioni con le Asl, ma non siamo stati aiutati. Continuiamo a lavorare. Ma le aziende sanitarie ci aiutino. Devono istituire l’obbligo del super Green Pass per i loro dipendenti e il controllo dei lasciapassare vaccinali. Lo chiediamo da giorni», ha detto il presidente dell’Ordine oggi a Repubblica. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera invece Magi ha detto di aver avuto paura per la sua incolumità fisica: «Siamo stati aggrediti e insultati, ci hanno strappato il microfono dalle mani e poi hanno messo in atto una serie di azioni violente contro di noi». E «qualcuno ha ricevuto anche dei colpi, per fortuna senza conseguenze».

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