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Pensioni, disgelo tra governo e sindacati dopo lo sciopero generale. Landini: «Incontro positivo»

L’incontro a Palazzo Chigi è durato circa un’ora. Le parti sociali: «Finalmente un cantiere per discutere della riforma Fornero»

Dopo lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil dello scorso 16 dicembre, si temeva che sarebbe calato il gelo tra governo e parti sociali. Non si sarebbero dovuti più incontrare. Eppure, la porta non si è mai veramente chiusa. Il presidente Mario Draghi e il ministro del Lavoro Andrea Orlando hanno voluto riconvocare tutte le sigle sindacali a Palazzo Chigi. Inclusa anche la Cisl, che allo sciopero generale non ha aderito, ricompattando così i sindacati nel nome di quel “patto”, di quella «prospettiva economica condivisa» tra esecutivo, sindacati e imprese avanzata dal premier durante l’assemblea di Confindustria lo scorso 23 settembre. E diversamente dall’ultimo tavolo che ha fatto scattare la mobilitazione, questa volta, le parti sociali hanno espresso un «giudizio positivo» dopo l’incontro a Palazzo Chigi. I temi al centro del colloquio son stati pressoché sempre gli stessi dei precedenti incontri, ossia il tema delle pensioni e della riforma della legge Fornero e, di conseguenza, l’impatto delle misure sulla Manovra.


L’incontro di oggi

L’incontro, durato poco meno di un’ora, ha visto da un lato il premier Draghi con i ministri Daniele Franco (Economia), Andrea Orlando (Lavoro), Renato Brunetta (Pa) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e, dall’altro, «con una proposta unitaria» i segretari generali di Cgil (Landini), Cisl (Sbarra) e Uil (Bombardieri). Durante l’incontro si sono stabiliti i presupposti per l’avvio di tre principali tavoli di riforme: flessibilità in uscita con riforma della legge Fornero, giovani e donne, previdenza complementare. Sul tema delle pensioni, i confederali hanno richiesto che si possa comunque andare in pensione con 42 anni di contributi senza vincoli di età, diversamente da quanto previsto dalla misura di Quota 102 decisa dall’esecutivo e inserita nella Manovra. Il premier durante l’incontro, secondo quanto riferito da fonti di governo, ha ribadito che sulle pensioni è «possibile lavorare su qualsiasi modifica, purché non sia messa a repentaglio la sostenibilità delle pensioni nel medio e lungo periodo e all’interno del contesto europeo».


Le dichiarazioni delle parti sociali

Durante l’incontro il premier Draghi ha confermato l’impegno ad aprire una trattativa sulla riforma, e quello di consegnare già entro domani, 21 dicembre, il calendario dei prossimi incontri. Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, dopo l’incontro ha dichiarato: «Oggi siamo di fronte ad una dichiarazione ufficiale sulla disponibilità del governo a fare una discussione sulla riforma della legge Fornero, cosa mai avvenuta prima in questi 10 anni». Landini, poi, si è soffermato anche sul tema delle delocalizzazioni, dichiarando che durante l’incontro è stato «sollevato un problema di metodo e reso evidente come siano necessari cambiamenti nella discussione che la commissione farà nelle prossime ore».

«I limiti – ha aggiunto Landini – riguardano il fatto che si deve intervenire sulle procedure aperte. Servono tempi più lunghi dei 90 giorni e bisogna prevedere sanzioni che affrontino il tema dei finanziamenti pubblici, togliendoli a chi fa delocalizzazioni e abbiamo posto un tema di politiche industriali». Il segretario della Cgil ha poi aggiunto che al governo è stata posta «la questione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, anche dopo il tremendo incidente di Torino: è un tema che si intreccia con appalto e subappalto in una logica che va assolutamente cambiata, perché se nel pubblico quando si appalta qualcosa bisogna applicare le stesse tutele, in tutto il settore privato questa stessa regola non c’è».

Bombardieri: «Si apre finalmente cantiere su riforma Legge Fornero»

All’uscita da Palazzo Chigi, il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri ha definito l’incontro «un appuntamento importante perché si è deciso di aprire finalmente il cantiere per discutere della riforma della legge Fornero con tre tavoli di confronto: sulla flessibilità in uscita, sulla previdenza per giovani e donne e sulla previdenza complementare». Anche Bombardieri si è soffermato sul tema delle delocalizzazioni, contestando che la questione «si sta discutendo senza un confronto con il sindacato: è una risposta debole perché non si dice alle aziende che se hanno preso incentivi e vanno via da questo Paese devono restituire quei soldi». Quanto al tema della sicurezza sul lavoro Bombardieri ha aggiunto: «Abbiamo chiesto al governo di riprendere il tema perché le decisioni già concordate probabilmente hanno bisogno di continuità e di ulteriori interventi».

Sbarra (Cisl): «Incontro importante, al via la riforma della legge Fornero»

Anche il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, ha espresso un giudizio positivo per l’incontro: «Il governo ha accolto la nostra impostazione per avviare una fase di confronto per negoziare una riforma complessiva, strutturale delle pensioni e domani ci invieranno un calendario di incontri. Abbiamo riaffermato il principio che il tema pensioni non può essere solo un costo economico, ma un tema di sostenibilità sociale. Finalmente apriamo il cantiere della riforma Fornero, nella prospettiva di rendere il nostro sistema più flessibile più equo, più sostenibile».

Foto in copertina: ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/ FILIPPO ATTILI

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