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La crescita di contagi e ricoveri tra i bambini: «Il più piccolo ha un mese, Omicron li colpisce di più»

La rete dei nosocomi pediatrici in sofferenza. La nuova variante li infetta di più secondo alcuni studi. E c’è il rischio Misc

Salgono i contagi e i ricoveri tra i bambini. E c’è il sospetto che dietro l’incremento ci sia la variante Omicron. Che non aggredisce i polmoni ma infetta più facilmente i piccoli secondo alcuni studi degli Stati Uniti. L’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute dice che la curva delle ospedalizzazioni della fascia d’età 0-19 anni sta crescendo rapidamente: «La fascia d’età fra 5 e 11 anni è quella che sta registrando il maggiore incremento di casi nei bambini, a partire dalla seconda settimana di ottobre. E si rileva ancora un forte aumento dei ricoveri per i più piccoli di 5 anni, pari a oltre dieci per 1.000.000 abitanti, e un aumento più contenuto nella fascia 16-19 anni».


I sintomi tra i giovani

Anche l’incidenza di casi ogni 100 mila abitanti tra i giovani è schizzata in alto: 1.593 (tra i 10 e i 19 anni) a fronte dei 1.098 della media nazionale e 830 tra 0 e 9 anni. Una è quintuplicata e l’altra è triplicata a dicembre. Per questo, spiega oggi Repubblica, la rete degli ospedali per bambini è in sofferenza. Nei 15 maggiori nosocomi specializzati in pediatria ci sono 132 bambini ricoverati. Soprattutto bimbi sotto i 5 anni con sintomatologia acuta. E la metà dei piccoli pazienti ha un genitore non vaccinato, mentre il 38% è figlio di coppie No vax. Il quotidiano racconta la storia del più piccolo contagiato d’Italia. Ha un mese di vita e sta migliorando dopo essere stato staccato dall’Ecmo, ma è ancora in terapia intensiva. Al Regina Margherita di Torino i ricoverati bambini in rianimazione sono tre. Oltre a quello che ha un mese di vita, ci sono due di 11 e 8 anni. Vengono trattati con gli anticorpi monoclonali. Cinque sono ricoverati con sintomi lievi.


Massimo Resti, primario all’ospedale Meyer di Firenze, dice che i ricoverati bambini non sono mai stati così tanti e che gli effetti della malattia possono durare per mesi. «Io credo che Omicron utilizzi recettori diversi rispetto al Covid iniziale e i bambini si infettano di più. È ancora presto per capire se a queste infezioni faranno nascere casi di Long Covid come abbiamo visto in passato», dice il dottore. Che poi spiega quali sono i sintomi più frequenti tra i bambini: «affaticamento, astenia, testa vuota sono sintomi che si trovano nei bambini che hanno avuto l’infezione, anche non grave, come nell’adulto. Ma a preoccuparci è un’altra patologia. La cosiddetta Misc, malattia infiammatoria sistemica. Non sappiamo ancora come mai viene a chi ha avuto il Covid, si tratta di uno sbilanciamento del sistema immunitario, che continua a mantenere un forte risposta anche quando il nemico, cioè il virus, se ne è andato. Provoca una vasculite, un danno dei vasi sanguigni. Nei mesi scorsi, non vedevamo casi di Covid ma a Firenze abbiamo curato una quarantina di Misc. Ecco, adesso temiamo che si ripresenti dopo questa ondata. Ci vorranno ancora un po’ di giorni per capire se lo farà».

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