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No! L’Ema non ammette che il richiamo causi la sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino (Vaids)

Le parole del capo della strategia vaccinale dell’EMA, Marco Cavaleri, sono state tradotte o interpretate in maniera fuorviante dai sostenitori della teoria No vax

Un recente intervento di Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Ema, è stato interpretato negli ambienti No vax come la conferma dell’esistenza della Vaids, la cosiddetta “sindrome di immunodeficienza acquisita da vaccino” (ne parliamo qui), una sorta di Aids indotta. La bufala, diffusa nel dicembre 2021, ha preso nuovamente piede mal interpretando le parole di Cavaleri, che abbiamo contattato per un chiarimento.

Per chi ha fretta

  • Durante l’intervento, Marco Cavaleri non ha mai parlato di sindrome di immunodeficienza acquisita da vaccino.
  • Cavaleri parla di risposta immunitaria, il che è comprensibile che si riferisca al Sars-CoV-2.
  • Cavaleri riporta l’ipotesi che più somministrazioni dello stesso vaccino nel breve periodo potrebbero causare un problema nella risposta del sistema immunitario contro Sars-CoV-2.

Analisi

Ecco uno dei post con il testo che circola via Facebook: «11 gennaio 2022: l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ammette che i sieri anticovid causano e provocano la SINDROME DA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA DA VACCINO (Vaids). Per essere precisi , più dosi si fanno e più si può sviluppare la sindrome.»

Il video è stato condiviso anche con il watermark del gruppo Telegram The Storm-Q17 della setta QAnon:

EMA

[Agenzia Europea per i Medicinali]

“VACCINI E BOOSTERS CAUSERANNO LA SINDROME DA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA DA VACCINO”[VAIDS].

~11 gennaio 2022~

Circola anche in versione sottotitolata e fatto circolare nei vari canali Telegram, per poi essere riproposto via Facebook. Ecco il testo del post pubblicato dall’utente Andrea:

Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale di EMA, Martedì scorso ha comunicato le preoccupazioni delle conseguenze dei ripetuti booster vaccinali perchè potrebbero sovraccaricare e indebolire il sistema immunitario, per cui è necessario cambiare strategia.

E voi continuate a fidarvi di questa gente? Questi sarebbero scienziati? Questa è la vostra beneamata scienza?

Ecco la trascrizione della traduzione proposta nel video:

Meglio non sovraccaricare il sistema immunitario. Le nostre 2 preoccupazioni qui sono, se abbiamo una strategia di inoculare richiami ogni circa 4 mesi, finiremo per ottenere potenzialmente dei problemi con la risposta immunitaria e la risposta immunitaria potrebbe concludersi non buona come vorremmo che fosse. Quindi dovremo prestare attenzione per non sovraccaricare il sistema immunitario con ripetute “immunizzazioni” e naturalmente in secondo luogo c’è il rischio di stancare la popolazione con continue somministrazioni dei booster.

Vaids o una sorta di anergia?

Ecco la trascrizione delle frasi utilizzate dai No vax per sostenere la conferma della Vaids:

If we have a strategy in which we give boosters every four months approximately, we will end up potentially having problems with the immune response and the immune response may end up not being as good as we would like it to be. So, we should be careful in not overloading the immune system with repeated immunization, and secondly, of course, there is the risk of fatiguing the population with the continuous administration of boosters.

In nessun caso Cavaleri cita una presunta sindrome di immunodeficienza acquisita, parla invece di risposta immunitaria. Qualcosa di simile era stato detto Sergio Abrignani, immunologo dell’Università Statale di Milano, in un’intervista al Corriere della Sera:

È pensabile anticipare la terza dose e continuare con le quarte dosi ogni pochi mesi?
«Non abbiamo mai vaccinato tutta la popolazione mentre imperversava una pandemia di queste dimensioni, in questo caso abbiamo già fatto una scelta anticipando la terza dose a 4-5 mesi, ma penso che non sia una buona idea abbreviare troppo e vaccinare ogni tre mesi — sostiene Abrignani —. Ovviamente nessuno ha esperienza con vaccini a mRNA, quindi ci si basa su quello che è noto dagli altri vaccini e dall’immunologia, ma in base a quello che sappiamo, se si vaccina ogni due-tre mesi per stimolare continuamente la risposta “effettrice”, dopo un po’ potrebbe ottenersi l’effetto contrario. Il sistema immunitario si potrebbe “anergizzare” (anergia è l’incapacità di un organismo di reagire a infezioni o al contatto di una sostanza inoculata e dotata di potere antigene, ndr). Si rischia l’effetto paradossale di “paralizzare” la risposta immunitaria».

Secondo quanto spiegato a Open Fact-checking dall’infettivologo Stefano Zona, dell’associazione IoVaccino, quella dell’anergia è un’ipotesi. In che cosa consiste? Spiegato in maniera estremamente semplice, nel caso di tante esposizioni molto ravvicinate dello stesso identico antigene, si ipotizza che si ottenga una specie di “blocco” della capacità del sistema immunitario di “perfezionarsi” contro il virus. Non riguarda un problema dell’intero sistema immunitario contro qualunque altro patogeno.

Che cosa ha detto realmente Cavaleri

Riportiamo lo scambio tra Open Fact-checking e il protagonista del video, il capo della strategia vaccinale dell’Ema Marco Cavaleri:

Open Fact-checking: «A seguito del suo recente intervento in conferenza stampa EMA, le aree No vax sostengono che lei abbia confermato l’esistenza della cosiddetta Vaids (una sorta di AIDS indotta da vaccino anti Covid). Ho ascoltato il suo intervento e non mi sembra di aver compreso questa affermazione, quanto più immagino abbia voluto far riferimento all’anergia. Le chiederei, anche qui via Whastapp, una spiegazione di quanto ha affermato in conferenza stampa e se questa “anergia” riguarda solo il virus o davvero, come sostengono i No vax, la vaccinazione anti Covid possa generare una sorta di Aids o incapacità del sistema immunitario di fronteggiare qualunque patogeno anche in brevi periodi dopo la somministrazione».

Marco Cavaleri: «In effetti quello che ho menzionato è solo una ipotetica diminuzione della risposta immunitaria al vaccino dopo ripetute inoculazioni e con intervalli sempre ristretti, quindi un vero caso limite! Nessun problema per la sicurezza o il funzionamento del sistema immunitario. I dati con la quarta dose non li abbiamo visti ma non mi aspetto problemi».

Open Fact-checking: «Dunque faceva riferimento all’ipotetica anergia citata anche in Italia dalla dottoressa Viola e Abrignani in un’intervista al Corriere?»

Marco Cavaleri: «Non fino a quel punto. Più di una ridotta risposta anticorpale a fronte di un a limitata maturazione della risposta immunitaria».

Open Fact-checking: «Sempre riguardante Sars-CoV-2».

Marco Cavaleri: «Sì certo, solo per l’antigene incluso nel vaccino».

Conclusioni

L’intervento di Marco Cavaleri non conferma affatto la teoria della cosiddetta sindrome di immunodeficienza acquisita da vaccino (Vaids) a seguito della somministrazione del booster contro il Sars-CoV-2. Il problema, che rimane un’ipotesi, è l’eventuale comportamento del sistema immunitario contro il virus stesso e le sue varianti.

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