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I numeri in chiaro, Pregliasco: «Altre due settimane di decessi in salita. Omicron dominante? È una buona notizia» – L’intervista

Il virologo e docente dell’Università Statale di Milano analizza il trend dei dati Covid degli ultimi 7 giorni e sottolinea un lieve rallentamento dei contagi: «Siamo vicini al plateau»

La seconda settimana di gennaio sta per terminare e il trend dei dati Covid-19 appare ancora in salita. L’ondata di contagi prodotta dall’ormai dominante variante Omicron aspetta ancora il suo picco, con una tendenza che rimane di allerta. Ma quello che il virologo e docente della Statale di Milano Fabrizio Pregliasco sottolinea è anche un dato di lieve rallentamento nella crescita.


Prof. Pregliasco, il bollettino di oggi registra 186.253 nuovi contagi in 24 ore. Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto numeri ancora maggiori. Come analizzare il trend di questa settimana?


«Il trend è senza dubbio ancora in crescita così come l’indice Rt. I contagi salgono ma c’è un elemento che può farci sperare in un miglioramento. La velocità di incremento sta diminuendo, soprattutto in alcuni regioni tra cui per esempio la Lombardia. Questo fa sperare sul fatto di un possibile raggiungimento di un plateau, dal quale poi si potrà cominciare la discesa. Questo confermerebbe anche per l’Italia l’andamento verificatosi nei Paesi che hanno subìto già l’ondata Omicron come il Sudafrica e Regno Unito».

Parla di plateu ma la curva dei decessi purtroppo non rallenta. Oggi si segnalano 360 nuove vittime, ieri 316, 313 due giorni fa.

«Purtroppo quello dei morti è il dato che, come sempre accade, vedremo rallentare per ultimo per via dello scarto temporale di una quindicina di giorni rispetto al bollettino diffuso. Prepariamoci a registrare almeno per un altro paio di settimane una triste crescita della curva delle vittime».

Uno dei dibattiti della settimana è stato sulla scelta di togliere dal bollettino epidemiologico gli asintomatici ricoverati non a causa di Covid-19. Il ministero ha smentito. La nuova cernita avrebbe fornito un quadro più realistico?

«La trasparenza di avere dei dati è un privilegio che in questo momento non possiamo trascurare. Averne di più certo ci permette di scorporarli e interpretarli meglio. Nasconderli o eliminarli dal monitoraggio credo non sia affatto una buona mossa. Ben venga la rivalutazione dei parametri per decidere i colori, al fine di fornire un quadro migliore e una strategia più adatta alle singole emergenze. Ma nascondere i dati disponibili non ha senso soprattutto in questa fase ancora espansiva».

Immagino che sia dello stesso avviso per la proposta di un bollettino settimanale e non più giornaliero.

«Certamente. Manteniamo i dati che abbiamo, allarghiamo con ulteriori elementi per avere un quadro più rappresentativo della realtà, facciamo più suddivisioni, ma non eliminiamo una fonte di monitoraggio così importante».

Prima accennava a nuovi parametri per i colori delle regioni. Il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta poche ore fa ha proposto un’eliminazione totale della strategia a colori parlando di «offesa all’intelligenza umana». È d’accordo?

«È vero che le differenze tra le fasce di colore, soprattutto tra la bianca e la gialla, ora appaiono molto più slavate. Ma anche qui non ha senso eliminare del tutto strategie che più volte hanno dimostrato un’efficacia di contenimento. Consideriamo invece possibili azioni di rivalutazione dei parametri, soprattutto per azioni chirurgiche che in situazioni più critiche potrebbero salvare la curva di diversi territori».

L’ultimo sequenziamento flash dell’Istituto superiore si sanità ha registrato l’81% di diffusione della variante Omicron in Italia. Ormai è dominante sulla Delta che è al 19%. Come interpretare questo dato?

«La dominanza di Omicron è una buona notizia. E lo è soprattutto per la sintomatologia meno acuta rispetto alla Delta che questa nuova variante riesce a provocare, soprattutto per i vaccinati. Insieme al minore rischio conseguenziale di ricoveri e decessi, comprovato dai diversi studi preliminari diffusi in queste settimane proprio sugli effetti della nuova variante. La speranza è che Omicron prenda in modo definitivo il sopravvento per poterci avvicinare sempre di più a una situazione di nuova normalità».

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