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La foto virale dell’indigeno che porta il padre in spalla a vaccinarsi contro la Covid non è del 2015

I critici sono incappati nel classico errore delle ricerche tramite Google Images, scatenando accuse infondate

Numerose testate giornalistiche e siti di informazione, come Avvenire e Rainews, hanno riportato la foto di un indigeno brasiliano mentre porta il padre a vaccinarsi contro la Covid-19, impiegando ben «12 ore» di cammino nella foresta. Diversi utenti, di fronte alla notizia, hanno cercato di verificarla indicando come data di prima pubblicazione della foto il 2015, non il 2021 come raccontato dai media. Si sbagliano.

Per chi ha fretta

  • L’immagine è stata pubblicata per la prima volta nel gennaio 2022 e fa riferimento a un episodio datato nel gennaio 2021.
  • Una ricerca con Google Images ha tratto in inganno gli utenti, i quali si sono convinti che l’immagine risalga al 2015.

Analisi

Una delle condivisioni più contestate è quella della senatrice Licia Ronzulli (FI) che in un tweet riporta una breve sintesi della vicenda, un link a Tg24 di Sky e la foto dell’indigeno con il padre: «Ben 12 ore di cammino nella foresta amazzonica con il padre sulle spalle per portarlo a fare la prima dose di vaccino anti Covid! Un ragazzo indigeno di 24 anni ci ha dato una grande lezione. Imparate gente, imparate».

Diversi utenti hanno risposto al tweet della senatrice di Forza Italia condividendo lo screenshot di un tweet dell’utente @Ben_L_Willard del 13 gennaio 2022.

Sono presenti altri screenshot, più completi rispetto a quello dell’utente @Ben_L_Willard, come quello condiviso nel tweet di @lacordacura con il seguente commento rivolto alla senatrice di Forza Italia: «Assodato che la foto è del 2015, credo che l’indigeno abbia avuto il tempo necessario di portare il padre direttamente a vaccinarsi in una clinica svizzera. Se continuate così alle prossime elezioni non vi votano neanche i parenti».

L’errore nella ricerca Google

Gli utenti stanno commettendo un classico errore di percezione delle ricerche tramite i motori di ricerca. Lo screenshot della ricerca tramite Google Images mostra certamente un articolo del 2015 della BBC, tuttavia risulta fuorviante l’associazione in quanto l’immagine non riguarda quel contenuto.

Uno dei tanti post Facebook che contestano la senatrice di Forza Italia.

Provate a scaricare la foto del tweet della senatrice Ronzulli e caricatela su Google Images, impostando la ricerca avanzata a tutti i contenuti pubblicati prima del 2016. Ecco il risultato ottenuto (archiviato qui):

Attraverso una lettura estremamente superficiale, potremmo sostenere che la foto sarebbe stata pubblicata nel 2013, nel 2012 e addirittura nel 2009 in un articolo de El Mundo dal titolo: «El estado de Florida desarrollará la primera ciudad del mundo». Come mai la foto dell’indigeno brasiliano viene associata a un testo che parla dello Stato della Florida negli Stati Uniti?

Se andiamo a cercare l’articolo della BBC utilizzato per sostenere che la foto sia stata scattata nel 2015, dal titolo «Inflação reverte tendência e agora é maior para pobres, diz estudo», scopriamo che la foto non risulta affatto pubblicata e che l’articolo parla di altro (come nell’esempio dell’articolo di El Mundo del 2009).

Come mai Google fornisce quel risultato?

Per gli addetti ai lavori non è affatto un mistero. Riprendendo la ricerca precedente effettuata tramite Google Images (qui) troviamo un link associato all’immagine con la data del 31 gennaio 2012:

Il link riporta una pagina del sito Revistaforum.com.br dove non è presente l’immagine dell’indigeno. Tuttavia, grazie alla cache di Google (qui archiviata) risulta nella colonna destra relativa all’articolo del 7 gennaio 2022.

Il compito di Google è trovare tutte le pagine che riportano quell’immagine, senza che per forza siano abbinate all’articolo. Questa potrebbe trovarsi nelle colonne ai lati, nella sezione degli articoli correlati o suggeriti, forniti in automatico a seconda del sito.

Se gli utenti avessero utilizzato un altro motore di ricerca, come TinEye, avrebbero riscontrato che la foto sarebbe stata pubblicata per la prima volta dai media il 7 gennaio 2022.

La foto del 22 gennaio 2021

Ecco il post Instagram dove l’autore della foto, Erik Jennings, nel quale racconta la vicenda dell’indigeno che trasporta il padre:

Momento mais marcante de 2021. Tawy Zoé trazendo o pai Wahu Zoé para a primeira vacina contra a covid-19. Tawy carregou o pai, por 6 horas dentro de uma floresta com morros, igarapés e obstáculos até a nossa base. Feito a vacina, colocou o pai nas costas novamente e andou por mais 6 horas até sua aldeia . Chega o ano de 2022, e não se registrou nenhum caso de COVID-19 na população Zoé.

Notiamo subito un particolare, ossia il tempo trascorso per la camminata: negli articoli italiani (e non solo) si parla di 12 ore, mentre Erik riporta un totale di 6 ore. Lo stesso afferma che lo scatto risale al 2021, come dimostrato dal seguente screenshot che ha inoltrato a Open Fact-checking, dove leggiamo la data del 22 gennaio 2021 alle ore 15:56.

Non c’erano ancora i vaccini in Brasile a gennaio 2021? Falso!

Qualcuno potrebbe sostenere che i vaccini non erano ancora disponibili in Brasile nel gennaio del 2021. Al contrario, le prime somministrazioni risultano già dal 18 gennaio 2021 come riportato su Ourworldindata.org:

Secondo quanto riportato dal sito Reporterbrasil.org.br il 10 dicembre 2021, i vaccini erano disponibili fin dal 18 gennaio 2021. Fin dai primi giorni vennero somministrate le prime dosi anche alle popolazioni indigene che, secondo quanto dichiarato dal governo brasiliano, nel corso del mese di giugno avevano raggiunto la percentuale del 72% di vaccinati con seconda dose.

Conclusione

Le accuse rivolte a coloro che hanno diffuso la foto e la storia dell’indigeno non trovano fondamento, in quanto le cosiddette “prove” (gli screenshot della ricerca Google) non dimostrano affatto che sia stata scattata nel 2015.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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