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Quirinale, spunta l’idea di votare con febbre ma negativi. La trattativa tra i partiti: Fico scettico sul voto in quarantena

Il presidente della Camera ha provato a spiegare tutti gli ostali sia costituzionali che di regolamento per un eventuale voto a distanza per il presidente della Repubblica. Ma la trattativa è ancora in corso

Potrebbe arrivare con un compromesso che di scientifico ha poco o niente l’accordo tra i gruppi parlamentari per le regole sull’elezione del presidente della Repubblica con l’incognita contagi di Coronavirus. Dopo due ore di riunione dei capigruppo a Montecitorio si sarebbe deciso per una istruttoria sulla possibilità per i Grandi elettori di entrare, e quindi votare, per il prossimo inquilino del Quirinale anche con una temperatura superiore ai 37,5 gradi. Requisito però indispensabile resterebbe quello di un tampone negativo, così da poter escludere che parlamentari o delegati delle Regioni positivi al Coronavirus possano comunque circolare liberamente nel palazzo già affollato dai 1009 aventi diritto. Tutto sarebbe ancora da decidere, così come è ancora in discussione la proposta di Paolo Barelli di Forza Italia di applicare la circolare del ministero della Salute per gli spostamenti dei positivi. Il documento prevede la possibilità per positivi o quarantenati di spostarsi sul territorio nazionale, se questi hanno un valido motivo. Toccherà al presidente della Camera Roberto Fico provare a trovare una soluzione. Di certo sarebbe stata allontanata la possibilità del voto a domicilio o da remoto in ogni sua forma, non considerato sicuro ed equo per tutti gli aventi diritto. Forse potrebbe essere concesso solo a chi si trova già a Roma. Ma nulla sembra escluso, sempre che i gruppi trovino un accordo, anche per una modifica al regolamento, ma all’unanimità. Un consenso difficile al momento da ottenere.


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