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Gru crollata a Torino, la verità sulla strage in un foglio di lavoro?

Sotto la lente della magistratura c’è la pressione dell’olio idraulico e l’efficienza del braccio telescopico dell’autogru. E sulla mancanza di quell’ultimo perno che era già stata segnalata nei giorni precedenti

Le indagini sulla gru crollata in via Genova a Torino sono a una possibile svolta. Sotto la lente della magistratura c’è la pressione dell’olio idraulico e l’efficienza del braccio telescopico dell’autogru. E sulla mancanza di quell’ultimo perno che era già stata segnalata nei giorni precedenti. Due giorni prima dell’incidente il mezzo era stato sottoposto a manutenzioni. L’addetto specializzato di un’azienda esterna aveva fornito alcune prescrizioni, riscontrando un’anomalia nell’impianto che permette al braccio telescopico di allungarsi e mantenere in quota i carichi. E aveva lasciato un appunto nella cabina di manovra. Quel foglio è stato adesso ritrovato dagli investigatori. La struttura è collassata proprio mentre i tre operai – Filippo Falotico, 20 anni di Torino, e i colleghi lombardi Roberto Peretto, di 52 anni, Marco Pozzetti di 54 – stavano ultimando l’aggancio. E anche qui c’è un’altra domanda a cui gli investigatori debbono rispondere: perché l’operatore ha dovuto effettuare una serie di correzioni di assetto per posizionare correttamente il braccio? I consulenti del Politecnico e gli investigatori dei vigili del fuoco stanno ultimando lo studio dei rottami e l’analisi dei parametri tecnici registrati dal data logger dell’autogru, una sorta di scatola nera. Tra alcuni giorni le relazioni saranno consegnate ai pm.


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