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Ordina cure alternative e il paziente muore: arrestato a Catanzaro il medico No vax Roberto Petrella

Ai domiciliari il ginecologo di Teramo Roberto Petrella, che lo aveva curato con vitamine e «intrugli a base di funghi». Era già stato radiato per le sue posizioni contro i vaccini anti Covid

Roberto Petrella, 75 anni, ginecologo di Teramo, è stato arrestato dalla Polizia di Catanzaro con l’accusa di omicidio colposo. Il medico aveva in cura un paziente affetto da diverse patologie pregresse e lo aveva convinto a non contattare il proprio medico di base e a non presentarsi assolutamente in pronto soccorso, perché lo avrebbero intubato e ucciso. Ma il paziente, un uomo campano di 53 anni, è morto per arresto cardiocircolatorio. Petrella, che avrebbe seguito l’uomo solo telefonicamente, gli aveva suggerito di seguire una terapia di vitamine e «intrugli a base di funghi». Il ginecologo era già noto alle forze dell’ordine per le sue teorie anti-vacciniste: era stato radiato con un provvedimento non definitivo dell’Ordine dei medici di Taranto per la sua posizione contraria alla vaccinazione obbligatoria contro il papilloma virus e per aver diffuso sui social tesi complottiste e negazioniste sul Covid. Ora è stato posto ai domiciliari, secondo l’ordinanza emessa dal gip di Catanzaro su richiesta della procura. L’arresto è avvenuto dopo che, nell’ambito di un’altra indagine ancora in corso, era emerso il collegamento con il paziente campano.


Le bufale di Roberto Petrella

Nel corso della pandemia Covid-19, Roberto Petrella era diventato noto per i suoi video negazionisti e No vax a tal punto che venivano tradotti all’estero. Tra questi ricordiamo quello dove il medico aveva scambiato un messaggio diffuso sui social per verità scientifiche, quello sui “tamponi killer” e la teoria del complotto della nuova pandemia «causata dal virus Marburg e ordita dall’Oms per i vaccinati Covid-19». Ecco quanto riportato dal sito della Polizia di Stato: «Il provvedimento cautelare è stato adottato anche per la non occasionalità della sua condotta: ha sollecitato cure alternative alla medicina ‘ordinaria’, prive di validità scientifica, anche per una paziente affetta da covid-19, mettendo in pratica i numerosi proclami antiscientifici diffusi sul suo profilo facebook, con ampio seguito».


La ricostruzione

Secondo quanto riportato da Catanzaro informa, Petrella avrebbe attirato l’attenzione del paziente campano proprio sui social, diventando il medico di riferimento dell’uomo e della sua compagna. L’accusa è quella di aver effettuato una diagnosi sbagliata e di non aver fornito un trattamento terapeutico corretto al paziente – che soffriva già di cardiopatia, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete, problemi di prostata. Ma l’accusa più grave è aver curato l’uomo, che non si sa ancora se avesse contratto anche il Covid, con pratiche non riconosciute dalla medicina, sconsigliando il ricovero in ospedale. Solo al peggioramento delle condizioni, la compagna si sarebbe finalmente decisa a chiamare il 118. Ma quando l’ambulanza è arrivata era ormai troppo tardi.

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