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Il complotto della nuova pandemia «causata dal virus Marburg e ordita dall’Oms per i vaccinati Covid-19»

Le ultime «rivelazioni» di Petrella sul virus Marburg e le trombosi usate per coprire una nuova minaccia che «ucciderà quasi tutti»

Il ginecologo Roberto Petrella è una vecchia conoscenza di Open. In un precedente articolo avevamo trattato le sue precedenti esternazioni di stampo No vax (qui e qui). Torniamo a occuparci di lui in seguito a un suo intervento video, pubblicato dalla pagina Facebook Morris San, su cui rende nota una nuova «sconvolgente rivelazione»: i «poteri forti» starebbero preparando una nuova pandemia causata dal virus Marburg. Secondo Petrella, in questo modo «presto l’88% di noi verrà eliminato». Il medico non fornisce alcuna fonte a parte il foglietto da cui legge tali affermazioni. Cerchiamo allora di capire cosa sappiamo del Marburg e perché tali conoscenze smentiscono le congetture elencate nel filmato.

Per chi ha fretta:

  • L’Oms non prevede nessuna pandemia di Marburg.
  • Gli eventi avversi correlati ai vaccini sono in quantità irrilevante per poterli confondere con una nuova emergenza sanitaria mondiale.
  • Modalità di trasmissione e sintomatologia della malattia dovuta a Marburg rendono difficile confondere degli eventi avversi con essa.

Analisi

Il punto saliente del filmato – al netto di una serie di congetture già abbondantemente smentite su mascherine, vaccini e test molecolari (qui, qui e qui) – riguarda un fantomatico piano segreto di cui il ginecologo sarebbe venuto a conoscenza, ordito dall’Oms e dal forum di Davos, che agli occhi dei complottisti sta assumendo lo stesso ruolo del gruppo Bilderberg, ovvero il punto di riferimento dei presunti cospiratori.

L’Organizzazione mondiale della sanità ne sta già parlando, nessuno di voi lo conosce, è una febbre emorragica simile all’Ebola, virus altamente letale. Saranno gli effetti avversi degli attuali vaccini per il Covid. Trombosi, microembolia […] che verranno (attenzione) spacciati per sintomi Marburg. Cioè un nuovo virus […] Hanno già creato il test PCR per il Marburg. Non esiste ma verrà creato apposta per dire che c’è di nuovo una pandemia.

Le potenziali fonti di Petrella

La fonte di Petrella potrebbe essere un post apparso il 16 ottobre su Facebook e già trattato dai colleghi di Facta. Secondo questa narrazione, l’Oms avrebbe stabilito che Marburg sarebbe stata la prossima pandemia, mentre sarebbe in realtà uno stratagemma per coprire gli «effetti avversi degli attuali vaccini per il Covid (trombosi) che verranno spacciati per i sintomi del Marburg e la gente ci crederà». Combacia perfettamente col discorso di Petrella. Si parla anche di un test PCR creato di proposito e di un vaccino.

Cosa sappiamo del virus Marburg

Petrella parlava di un piano volto a uccidere l’88% della popolazione. Da dove viene questa percentuale? Corrisponde effettivamente a quanto sappiamo della mortalità del Marburg virus, stando a quanto riporta la stessa Oms. Il patogeno prende il nome dalla località tedesca dove si verificò uno dei primi due principali focolai nel 1967, interessando anche la città di Belgrado in Serbia. Questo virus a RNA, che provoca una febbre emorragica è effettivamente imparentato con Ebola. Da allora sono stati segnalati di tanto in tanto dei casi sporadici, l’ultimo episodio risale allo scorso agosto in Guinea, un singolo caso che ha portato al decesso del paziente. L’OMS non ha mai annunciato una pandemia e l’ultima emergenza – quel singolo caso – si è conclusa ufficialmente il 15 settembre. 

Chiaramente se il virus è stato isolato significa che è possibile rilevarlo con un test PCR. Non si conoscono terapie efficaci, né è previsto un vaccino. I sintomi sono piuttosto caratteristici: si comincia con febbre, brividi, cefalea e mialgia; dopo cinque giorni si verifica all’altezza del busto un’eruzione maculo-papulare. La trasmissione per altro non è aerea, bensì mediante i fluidi corporei, e richiede contatti diretti, anche con oggetti contaminati. Per maggiori informazioni potete consultare quanto riportano i CDC americani in merito.

Gli eventi avversi dei vaccini basterebbero a creare una pandemia?

Insomma, non ci sembra che la trombosi possa essere un sintomo significativamente collegato a questa febbre emorragica, non impossibile da diagnosticare e distinguibile dalla Covid-19. Ipotizziamo comunque che sia effettivamente possibile confondere le trombosi correlate ai vaccini anti-Covid con la febbre emorragica dovuta al virus Marburg. Secondo la narrazione di Petrella, si tratterebbe comunque di una nuova pandemia inventata.

Ma i numeri relativi alle trombosi e ad altri potenziali eventi avversi preoccupanti – come la miocardite nei vaccini a mRNA – sono talmente bassi, che ad oggi non siamo nemmeno riusciti ad accertare un effettivo rapporto causale. Non possiamo infatti prestare affidamento alle mere segnalazioni, raccolte senza alcuna verifica in database come quello del VAERS, usato a sproposito per sostenere che i vaccini «uccidono due persone per ogni vita salvata» (ne parlavamo qui). Abbiamo più volte visto che dalle indagini condotte dall’Ema i benefici dei vaccini superano di gran lunga i rischi.

Tanto per farci un’idea, secondo il report settimanale del portale britannico Yellow Card, su 40,2 milioni di dosi le sole segnalazioni per trombosi raccolte fino al 2 giugno erano 372, ovvero lo 0.0009%. Secondo un report sulla sorveglianza dei vaccini anti-Covid di Aifa, basato sui dati raccolti fino al 26 maggio, le trombosi segnalate a seguito del vaccino con AstraZeneca erano una ogni 100.000 dosi. Ci sembra difficile con questi numeri simulare una nuova pandemia.

Conclusioni

Stando alla sintomatologia della febbre emorragica dovuta al virus Marburg e alla modalità di trasmissione, è piuttosto improbabile confondere gli eventi avversi segnalati dopo i vaccini anti-Covid con questa malattia. Anche ammettendo la possibilità, i numeri relativi alle trombosi correlate alle vaccinazioni sono troppo irrisori per poter coprire una nuova emergenza pandemica. Del resto non risulta che l’Oms preveda una prossima emergenza sanitaria dovuta proprio a questo virus, geneticamente vicino a Ebola (famiglia dei Filoviridae), nettamente distinguibile con un’analisi PCR da un Coronavirus come SARS-CoV-2.

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