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Quirinale, il retroscena di Open: centrodestra su Casini al Colle, Draghi è la carta di riserva

di OPEN

Ieri nessun vertice tra i leader. Oggi in rialzo le quotazioni dell’ex presidente della Camera. Ma è tutta una questione di tempi

Alla fine il vertice notturno tra i leader che avrebbe dovuto sbloccare la situazione non c’è stato. E così per il Quirinale oggi potrebbe essere l’ultima giornata interlocutoria. Anche se il quorum alla quarta votazione si abbassa a 505, la votazione di oggi non porterà a un nuovo inquilino per il Colle. Il ritardo è dovuto alle riflessioni finali che si è riservato Salvini, dopo il nuovo giro di confronti nel centrodestra, che hanno di fatto portato al tramonto della candidatura “istituzionale” della Casellati. Ieri sera Licia Ronzulli e Antonio Tajani hanno riferito a Silvio Berlusconi, ancora ricoverato al San Raffaele, le ipotesi rimaste in campo. E la preferenza di Forza Italia è netta: Pier Ferdinando Casini. E questo è il nome che dovrebbe prevalere, come già era filtrato ieri sera dopo la riunione dei grandi elettori leghisti. Anche se rimane in campo anche Draghi, come carta di riserva. Resta sullo sfondo anche l’ombra del professor Sabino Cassese, che ieri Salvini ha effettivamente incontrato, e non per pochi minuti. Anche lui una carta di riserva?


I governisti M5s e quella parte della Lega che si riconosce in Gianfranco Giorgetti coltivano ancora qualche speranza per l’attuale premier. Ma il nome di Casini è quello più facile per ottenere un allineamento di gran parte del Parlamento, anche se è altrettanto evidente che il timing in queste situazioni è fondamentale. In ogni caso il voto di ieri ha confermato che ci sono forze comunque pronte a votare per Casini. Questo è il dato politico che emerge non solo dalle preferenze-civette. Per questo l’ex presidente della Camera è il favorito per il Quirinale. Oggi. Domani, vedremo.


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