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Partygate, ecco il report Gray che inguaia Johnson: «Comportamenti non giustificabili». Lui si scusa ancora, ma non si dimette

L’alta funzionaria britannica ha raccolto pesanti informazioni intorno a 16 presunte feste. Scotland Yard indaga su 12 di queste

Comportamenti «difficili da giustificare» e gravi «fallimenti della leadership». È un documento di 12 pagine il rapporto dell’alta funzionaria Sue Gray relativo allo scandalo Partygate che ha travolto il premier britannico Boris Johnson. Secondo quanto si apprende dalla versione diffusa in queste ore, gli eventi analizzati sono in tutto 16: su 12 di questi, avvenuti in almeno 8 date diverse, sta indagando anche Scotland Yard. Gray ha comunque fatto sapere di aver dovuto modificare sensibilmente il report finale su richiesta della polizia, in modo da non contenere dettagli sensibili che rischiano di compromettere le indagini. «Quello che posso dire su quegli eventi è estremamente limitato», ha fatto sapere l’alta funzionaria. «Non è possibile al momento fornire un rapporto completo che definisca e analizzi le ampie informazioni che sono stata in grado di raccogliere». Secondo quanto riportato dalla Bbc, Scotland Yard sarebbe in possesso di oltre 300 foto riguardante quegli eventi.


Oggi stesso, alle ore 16:30 italiane, il premier ha riferito alla Camera dei Comuni in merito alle informazioni emerse nel report. Durante il suo intervento, Johnson è tornato a scusarsi («Innanzitutto voglio chiedere scusa»), ma dall’opposizione si sono alzate nuove critiche. Il leader laburista Keir Starmer ha accusato il premier di essere «un uomo senza vergogna» ed è tornato a chiederne le dimissioni. Diane Abbott, labourista, ha chiesto a Johnson se sia intenzionato a pubblicare per intero il rapporto Gray una volta terminata l’indagine della polizia. Johnson ha evitato la domanda, specificando che non deciderà ora.


I party sotto indagine

Tra i party su cui lavora la Metropolitan Police Service c’è anche la festa di compleanno di Johnson, svoltasi il 19 giugno del 2020 nella Cabinet Room a Downing Street, in presunta violazione delle regole anti-Covid. I quattro eventi non finiti sotto indagine della polizia sono tutti avvenuti nel 2020, il 15 maggio, il 27 novembre, il 10 e il 15 dicembre.

Il contenuto del rapporto

Gli incontri presi in esame sono distribuiti lungo un periodo di 20 mesi tra il 2020 e il 2021 – un periodo «che è stato unico negli ultimi tempi in termini di complessità e per numero di richieste rivolte al settore pubblico». Il rapporto Gray ha riscontrato comportamenti «difficili da giustificare», che legati a fallimenti di leadership e di giudizio «da parte del n.10 di Downing Street e del Cabinet Office».

Fonte: Gray report

Secondo l’alta funzionaria, alcuni eventi tenutisi a Downing Street non dovevano essere autorizzati, né tantomeno svolgersi nel modo in cui è successo. Gray fa anche riferimento all’«eccessivo uso di alcol» nei party, ritenuto non appropriato in quei luoghi istituzionali.

Fonte: Gray report

Tra le considerazioni più delicate emerse nelle conclusioni del report ce n’è una in particolare che potrebbe avere ricadute importanti sul futuro politico del premier: «C’è un insegnamento significativo da trarre da questi eventi, i quali – si legge – devono essere affrontati immediatamente dal governo. E per questo non è necessario attendere la conclusione delle indagini di polizia».

Fonte: Gray report

Immagine di copertina: ANSA/JESSICA TAYLOR

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