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Dietro il festival saudita la regia (nascosta) di Vice: lo scoop del Guardian imbarazza il gruppo americano

Nel 2017 la decisione della società di interrompere tutti i lavori in Arabia Saudita in seguito all’uccisione del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi

Il Guardian svela chi c’è dietro il festival musicale di Azimuth. Secondo il quotidiano inglese, a organizzare la rassegna nel deserto dell’Arabia Saudita nel marzo del 2020 sarebbe stato Vice Media, la nota società di media digitali di origine statunitense-canadese. Stando a quanto si apprende, l’affare sarebbe risultato piuttosto redditizio per l’azienda made in Usa, nonostante il basso profilo tenuto in termini di pubblicità in Occidente. Una scelta, quella di non sponsorizzare il festival di Azimuth, dettata da una ragione precisa: la decisione, presa nel 2017, di interrompere tutti i lavori in Arabia Saudita in seguito all’uccisione del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. Per questo Vice Media ha speso circa 20 milioni di dollari per organizzare il festival saudita ma al contempo ha fatto in modo di assicurarsi una certa segretezza, in modo che il suo nome restasse fuori dalla promozione dell’evento musicale. Evento in cui l’Arabia Saudita ha investito con il chiaro intento di migliorare la sua reputazione mediante l’impiego di celebrità occidentali e di influencer.


Il Guardian riporta in particolare un’affermazione di un dipendente di Vice, secondo cui i lavoratori hanno sospettato tanto e a lungo rispetto al coinvolgimento della società in affari sauditi: «I dipendenti hanno sollevato per anni preoccupazioni sul coinvolgimento dell’azienda con l’Arabia Saudita, e siamo stati ingannati con dichiarazioni vuote e scuse patetiche» è il virgolettato inserito in forma anonima nella rilevazione del quotidiano inglese. Nonostante il festival musicale non sia stato quasi affatto pubblicizzato sui media occidentali, le voci dei dipendenti Vice sono circolate con crescente convinzione. Internet e l’informazione hanno fatto il resto.


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