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Maturità, i presidi sul ritorno degli scritti: «No alla seconda prova, il ministro Bianchi ci ripensi»

Antonello Giannelli, presidente dell’Anp: «Sarebbe bastata una prova scritta e il colloquio strutturato con la tesina come si è fatto negli ultimi anni»

«Ci auguriamo che il ministro ci ripensi e tolga la seconda prova agli esami di maturità». Dopo l’annuncio del ministro Patrizio Bianchi riguardo le nuove modalità dell’esame di Stato e le proteste di tanti studenti, interviene sulla questione anche il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (Anp), Antonello Giannelli. «Negli ultimi due anni non abbiamo fatto scritti, il ritorno alla normalità deve essere graduale. In fondo quest’anno vanno a sostenere la maturità dei ragazzi che hanno avuto problemi per tre anni di seguito poiché si sono fatti tutto il triennio con la pandemia», ha detto Giannelli. «Non avrei introdotto la seconda prova scritta quest’anno. Sarebbe bastata una prova scritta e il colloquio strutturato con la tesina come si è fatto negli ultimi anni». Secondo la nota diramata dal ministero, l’esame di Maturità prevederà due scritti (italiano e seconda prova). «Non si tiene conto degli ultimi tre anni, è un esame senza senso. Così non ci stiamo», hanno fatto sapere gli studenti. L’accusa, nei confronti del Miur, è di non aver ascoltato le loro richieste e, con questa modalità di esame, di non considerare «le difficoltà enormi nella didattica e nell’apprendimento degli ultimi tre anni». Le associazioni studentesche, da parte loro, chiedevano un esame «incentrato sulle singolarità dello studente, eliminando gli scritti e inserendo una tesina».


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