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«Venerdì riaprono le discoteche», esultano i gestori che rilanciano: via la capienza dimezzata

Da venerdì 11 febbraio, nei locali da ballo al chiuso, potrà essere ammesso solo il 50% dei clienti totali che prevederebbero le strutture in tempi pre-pandemia

Non servirà un provvedimento ad hoc per consentire alle discoteche di riaprire: venerdì 11 febbraio, con la scadenza naturale prevista dal decreto che ne stabiliva la chiusura, i locali da ballo potranno ripartire. I gestori delle strutture al chiuso, tuttavia, dovranno continuare a osservare il limite di capienza del 50%. Gianni Indino, portavoce nazionale del sindacato dei locali da ballo (Silb-Fipe), spiega che Roberto Speranza «ha mostrato attenzione alle nostre istanze e ha risposto che non servirà emanare un provvedimento per determinare la riapertura di discoteche e locali da ballo, ma questa sarà la conseguenza naturale della fine del provvedimento che ne decretava la chiusura. Per questo motivo i locali riapriranno dall’11 febbraio». Ieri, 8 febbraio, c’era stato un incontro proprio tra il ministro della Salute e una rappresentanza del sindacato, che parla di «grande notizia» ma invita i decisori politici a ripristinare quanto prima la capienza naturale dei locali, limitata dalle norme anti Coronavirus.


«Sarà nostro impegno lavorare per rispettare al massimo la sicurezza attraverso il controllo dell’utilizzo del Green pass rafforzato a tutti i clienti come da norme vigenti», aggiunge Indino. Il portavoce del sindacato si dice consapevole che «l’importante è ricominciare. Questo nuovo inizio ci permetterà di rimetterci in moto e di far tornare a lavorare i nostri collaboratori, ma anche di ridare ai giovani dei luoghi sicuri in cui divertirsi senza stare in strada o nelle piazze, con l’opportunità di ritrovare quella socialità che in questi anni è mancata. Inoltre, ripartendo adesso possiamo organizzarci per la programmazione in vista della prossima estate, che dovrà vedere il nostro Paese tornare protagonista del turismo internazionale. Senza dimenticare che le discoteche e i locali di intrattenimento sono riconosciuti da tutti quali imprese che accrescono il valore turistico del territorio, per noi è determinante programmare per tempo per farci trovare pronti», conclude Indino.


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