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Bocciato il Referendum sulla cannabis: la Corte Costituzionale dice No – Il video

Ammettere il quesito, ha spiegato il presidente della Consulta Giuliano Amato, avrebbe portato a violare una serie di obblighi internazionali sul contrasto agli stupefacenti

Alla fine la Consulta ha deciso. Il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis non è passato. Come ha spiegato il presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, in conferenza stampa: «Il referendum non era sulla cannabis, ma sulle sostanze stupefacenti. Si faceva riferimento a sostanze che includono papavero, coca, le cosiddette droghe pesanti. E questo era sufficiente a farci violare obblighi internazionali». Ieri 15 febbraio era toccato a quello sull’eutanasia, rigettato perché «non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili». Gli altri quesiti esaminati oggi 16 febbraio e relativi alla giustizia sono stati ammessi. Il dibattito sul referendum sulla cannabis in questi mesi è stato molto acceso: il centrodestra ha fatto muro chiudendo a ogni possibilità di dialogo. La conferenza sulle droghe di Genova ne è stata una prova: la maggioranza di governo sul tema si è spaccata, con la ministra Mariastella Gelmini da una parte e la collega Fabiana Dadone, favorevole a legalizzare la cannabis, dall’altra. Dadone, già titolare del ministero delle Politiche giovanili, ha la delega alle politiche antidroga. Nelle ore precedenti la decisione della Consulta il M5s, in una riunione di Conte coi propri parlamentari, aveva di fatto ufficializzato il sostegno al referendum sulla cannabis.


Foto in copertina di repertorio: ANSA/FABIO FRUSTACI


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