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L’Italia e il decreto per le armi all’Ucraina: missili, mitragliatrici e munizioni in arrivo a Kiev

Il provvedimento che oggi pomeriggio arriva in Cdm si basa sugli articoli 3 e 4 del trattato nordatlantico. Pronto un ponte aereo Nato per la consegna

L’Italia consegnerà armi all’Ucraina. Oggi pomeriggio un decreto del governo Draghi permetterà di consegnare missili Stinger antiaerei, missili Spike controcarro, mitragliatrici e munizioni «alle autorità governative», come recita il testo. Non solo: Roma sta rafforzando le tre missioni Nato già attive sul fronte est. Sono già atterrati alla base Kogălniceanu di Costanza, in Romania, i primi due dei quattro aerei Eurofighter italiani che andranno a raddoppiare lo schieramento dell’aeronautica su quel fronte. Gli altri due toccheranno il suolo stamattina. Attualmente 3.400 i militari italiani in mobilitazione sulle tre missioni. I primi 1.350 saranno operativi fino al 30 settembre.


Quali armi

Il Corriere della Sera spiega oggi che il provvedimento varato dal ministero della Difesa che arriverà in Consiglio dei ministri si basa sugli articoli 3 e 4 del Trattato Nordatlantico, che consentono alle parti di aiutarsi per accrescere «la loro capacità individuale e collettiva di resistere ad un attacco armato». Sarà la Nato a organizzare il ponte aereo per la consegna. Nel pacco in arrivo da Roma gli ucraini troveranno alcune centinaia di missili in grado di neutralizzare carri armati o aerei, migliaia di mitragliatrici leggere e pesanti, munizioni e, non è escluso, anche mine anticarro. L’agenzia di stampa Ansa aggiunge che stinger antiaerei e armi anticarro sono la scelta più indicata per i contesti di conflitto urbano. Sulle strade, inoltre, potrebbero essere posizionate le mine anticarro per fermare


Essendo dotati di tecnologia all’infrarosso, gli Stinger si dirigono verso le fonti di calore e qualunque velivolo anche di grandi dimensioni sotto la quota di 3.500-4.000 metri può essere colpito. Accanto ai missili poi l’Italia invierà migliaia di armi da fuoco come le mitragliatrici pesanti Browning e le più leggere Mg. Tutte armi che arriveranno in Ucraina con le relative munizioni. Anche l’Europa scenderà in campo. «Per la prima volta finanzieremo l’acquisto e la consegna di armi ed equipaggi per un Paese sotto attacco», ha annunciato ieri la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen delineando, di fatto, un ruolo inedito per l’Unione: quello di soggetto attivo in un conflitto.

L’opposizione

È di ieri anche la notizia della messa al bando dei media governativi russi RT e Sputnik e delle testate accessorie. «La macchina mediatica del Cremlino non potrà più diffondere le sue bugie per giustificare la guerra di Putin», ha concluso von der Leyen sostenendo anche l’ingresso di Kiev nella Ue. Una decisione che non è piaciuta al leader della Lega Matteo Salvini: «All’Europa chiedo non di distribuire armi letali ai confini con la Russia, ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo, diplomazia, sanzioni», ha detto ieri il Capitano a “Mezz’ora in più”. «Preferisco parlare di corridoi umanitari e non voglio che la risposta dell’Italia e dell’Europa, culla di civiltà, sia che distribuisca armi letali. Comunque non in mio nome», ha concluso.

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