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Russia, a rischio crollo il mercato tech. Putin non obbligherà più gli informatici alla leva militare

In un decreto firmato da Vladimir Putin sono stati concessi mutui agevolati e esenzione della leva militare agli specialisti IT. Alle aziende che si occupano di questo settore invece sono stati accordate esenzioni fiscali

«Il servizio di leva sta gradualmente diventando una cosa del passato: è vero, questo richiede tempo e finanziamenti adeguati». Vladimir Putin, aprile 2019. Il presidente russo aveva fatto questo commento durante un incontro con lo staff di Energomash, azienda russa specializzata nella produzione di razzi. Parole lontane dalla guerra in cui Putin ha portato la Russia, un conflitto in cui si torna a parlare di esenzione dal servizio militare come bonus per le assunzioni. Con l’inizio della guerra in Ucraina e soprattutto della cyberwar, Putin questa mattina a firmare un decreto per favorire lo sviluppo del settore Information Technology nel Paese. La notizia è stata riportata prima dall’account Twitter @Kremlinpool_RIA, curato da un team di giornalisti dell’agenzia stampa RIA Novosti che segue il Cremlino, e poi confermata dalla testata russa Fontanka.


Gli specialisti che lavorano nei settori Information Technology in tutta la Russia potranno ottenere un mutuo agevolato ed evitare la leva militare, un passaggio che invece è obbligato per tutte le persone tra i 18 e i 27 anni. Oltre a questo, per tre anni tutte le aziende del settore saranno esentate dal pagamento dell’imposta sul reddito e dalle ispezioni delle autorità di regolamentazione. Nel messaggio diffuso dal Cremlino si legge che queste misure si estenderanno anche a chi si occupa di programmazione sooftware e altri settori sempre nell’ambito informatico. L’obiettivo sembra essere quello di puntare su una maggiore autonomia del mercato della tecnologia russo, visto che con l’arrivo delle sanzioni ha reso più difficile gli approvigionamenti e soprattutto le esportazioni per le aziende che si occupano di tecnologia nel Paese.


Apple sospende le vendite in Russia

Fra le prime aziende che hanno annunciato un passo indietro dal mercato russo c’è Apple. L’azienda di Cupertino è il più grande produttore di smartphone negli Stati Uniti e nelle ultime ore ha annunciato che bloccherà le vendite dei suoi prodotti in Russia. E non solo. La società guidata da Tim Cook sospenderà anche i suoi servizi, nello specifico Apple Maps e Apple Pay. App di media legati al Cremlino erano già state tolte dal Play Store. Tutte misure che il ministro per la trasformazione digitale dell’Ucraina aveva già chiesto a Tim Cook il 25 febbraio.

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