Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

La foto della bambina “vittima” della guerra in Donbass? Un’attrice di un film ambientato nel 1941

Un’immagine simbolo utilizzata negli ambienti filorussi e non solo, ma di fatto non vera

Sui social e da diversi siti internet viene condivisa quella che viene spacciata per un’immagine simbolo delle vittime del conflitto nell’area ucraina del Donbass. Si tratta di una foto dove una bambina piange disperata, mentre stringe una bambola, accanto al corpo senza vita di un’anziana signora. Diffusa in passato, viene oggi condivisa come prova per o giustificare l’invasione russa o per sostenere che anche l’Ucraina abbiano commesso gli stessi crimini oggi attribuiti ai soldati inviati da Vladimir Putin.

Per chi ha fretta

  • L’immagine di una bambina che piange disperata è diventata simbolo della comunicazione filorussa del Donbass.
  • La bambina, in realtà, è l’attrice di un film.
  • Il film non riguarda la questione ucraina e russa dell’area nota come Donbass, ma l’invasione nazista dell’Unione Sovietica del 1941.

Analisi

Ecco uno dei post dove viene condivisa la foto della bambina mentre piange a fianco del corpo senza vita di un’anziana. L’immagine viene accompagnata dal seguente testo: «#save donbass people».

Non è una bambina del Donbass, ma una piccola attrice

Attraverso una ricerca per immagini siamo giunti a un film del 2010 intitolato “Brestskaya krepost“, presente nel database del sito IMBd, ambientato durante l’invasione nazista dell’Unione Sovietica nel giugno del 1941.

Ecco il confronto tra la bambina nella foto e l’immagine del film, tratta da un video pubblicato su Youtube nel 2017:

Conclusioni

La bambina che piange accanto al corpo di una donna, mentre tiene in mano una bambola, non è affatto una vittima del Donbass. Si tratta di una piccola attrice di un film ambientato durante l’invasione nazista del 1941.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

Leggi anche: